Il bullismo fa paura la prevenzione comincia a scuola
Un’indagine conoscitiva del Rotary curata da 2 pedagogiste Un anno di lavoro a contatto con studenti, genitori e docenti
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OLBIA. Il bullismo si combatte con la parola. Il Rotary club ne è consapevole e per questo ha mandato due pedagogiste nelle scuole. Obiettivo: sensibilizzare docenti, famiglie e alunni e lavorare insieme per cercare di sconfiggere su una delle più grandi piaghe dei tempi attuali. Il progetto, che non a caso si chiama «Conoscere per agire, educare per prevenire», è stato elaborato oltre un anno fa, mentre negli ultimi mesi si sono svolti gli incontri in classe. È stato un lavoro complesso e ben studiato che è anche diventato un volume, edito da Taphros, che raccoglie i lavori e i pensieri degli alunni. Un volume che è stato presentato venerdì sera, all’aviazione generale, durante l’incontro conclusivo del progetto promosso dal Rotary club di Olbia, presieduto da Antonio Barabino. Presenti innanzitutto le due pedagogiste che hanno lavorato a stretto contatto con studenti, genitori, docenti e personale della scuola. Nel mirino del loro lavoro, naturalmente, il bullismo e la variante del cyberbullismo.
«Ci siamo concentrate soprattutto sulla prevenzione – ha detto la pedagogista Maria Antonietta Cossu, oltre che presidente della commissione Servizi sociali del Comune -. Dobbiamo educare i nostri giovani affinché questa piaga sociale venga in qualche modo debellata». Sulla stessa linea la collega pedagogista Cristina Manunza. «Dobbiamo sconfiggere l’immagine sociale del bullo come soggetto vincente – ha detto -. Abbiamo lavorato utilizzando anche stimoli filmici e incontri formativi con i ragazzi, cercando proprio di farli interagire con loro».
All’incontro, moderato dal giornalista Augusto Ditel, hanno partecipato in tanti. Il comandante del reparto territoriale dei carabinieri, Alberto Cicognani, e l’ispettore capo della polizia postale di Sassari, Maurizio Masia, hanno sottolineato quanto sia importante il ruolo dei genitori, chiamati a vigilare su ciò che fanno i propri figli, soprattutto quando navigano in rete e utilizzano i social network. Presente anche l’avvocato Nicola Di Benedetto, che ha parlato della nuova legge sul cyberbullismo e sull’importanza della prevenzione nelle scuole. Ed è intervenuta anche Fiorella Ricciardi, dirigente della scuola media Armando Diaz, affiancata da due alunne: «L’emergenza esiste e servono adulti forti che dedichino tempo ai bambini, che li prendano per mano e li guidino». Per il Comune, invece, è intervenuta l’assessore ai Servizi sociali Simonetta Lai, che ha confermato l’impegno dell’amministrazione nella lotta al bullismo. Il progetto del Rotary olbiese si è basato su un programma simile donato dal club Belgioioso-Sant'Angelo Lodigiano. I due club sono anche gemellati. (d.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
«Ci siamo concentrate soprattutto sulla prevenzione – ha detto la pedagogista Maria Antonietta Cossu, oltre che presidente della commissione Servizi sociali del Comune -. Dobbiamo educare i nostri giovani affinché questa piaga sociale venga in qualche modo debellata». Sulla stessa linea la collega pedagogista Cristina Manunza. «Dobbiamo sconfiggere l’immagine sociale del bullo come soggetto vincente – ha detto -. Abbiamo lavorato utilizzando anche stimoli filmici e incontri formativi con i ragazzi, cercando proprio di farli interagire con loro».
All’incontro, moderato dal giornalista Augusto Ditel, hanno partecipato in tanti. Il comandante del reparto territoriale dei carabinieri, Alberto Cicognani, e l’ispettore capo della polizia postale di Sassari, Maurizio Masia, hanno sottolineato quanto sia importante il ruolo dei genitori, chiamati a vigilare su ciò che fanno i propri figli, soprattutto quando navigano in rete e utilizzano i social network. Presente anche l’avvocato Nicola Di Benedetto, che ha parlato della nuova legge sul cyberbullismo e sull’importanza della prevenzione nelle scuole. Ed è intervenuta anche Fiorella Ricciardi, dirigente della scuola media Armando Diaz, affiancata da due alunne: «L’emergenza esiste e servono adulti forti che dedichino tempo ai bambini, che li prendano per mano e li guidino». Per il Comune, invece, è intervenuta l’assessore ai Servizi sociali Simonetta Lai, che ha confermato l’impegno dell’amministrazione nella lotta al bullismo. Il progetto del Rotary olbiese si è basato su un programma simile donato dal club Belgioioso-Sant'Angelo Lodigiano. I due club sono anche gemellati. (d.b.)
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