Olbia, nel museo archeologico c'è troppo caldo: navi romane a rischio
di Dario Budroni
La Soprintendenza: le fibre legnose si stanno disidratando. Il Comune sostituirà gli impianti di climatizzazione fuori uso
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OLBIA. Tra le stanze del museo archeologico il clima non è dei migliori. Certe volte si muore dal caldo e altre volte di freddo. Ma a correre i rischi più grossi sono i relitti di due navi romane e di una medievale. Sono reperti molto antichi e se gli impianti di climatizzazione e umidificazione non funzionano il problema diventa serio. La Soprintendenza ha per esempio riscontrato fenomeni di disidratazione delle fibre legnose. E così il Comune ha deciso di intervenire con 200mila euro per sostituire i vecchi impianti e creare un sistema di condizionamento e umidificazione degno di un museo che custodisce reperti unici al mondo. I soldi arrivano dalla Regione dopo una richiesta fatta nel 2015 dal Comune nell’ambito delle opere legate al ripristino del museo, in seguito all’alluvione del 2013. Qualche giorno fa la giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica.
Un nuovo impianto. Le macchine presenti, installate una quindicina di anni fa, sono obsolete e alcune non funzionano più. L’intervento programmato dal Comune prevede la sostituzione di quattro pompe di calore, più lo smaltimento di due macchinari esistenti, e il ripristino dell’impianto di umidificazione che serve per mantenere le navi in buono stato. «In questo modo si potranno creare le migliori condizioni per conservare i reperti – spiega Sabrina Serra, assessore alla Cultura -. Con il nuovo impianto di climatizzazione, anche la visita del museo diventerà più piacevole».
Archeologi al lavoro. Durante lo scavo per il tunnel del 1999 venne riportato alla luce un patrimonio di assoluto valore: 24 navi di epoche diverse, la maggior parte romane. Oggi il museo ospita solo due relitti di età romana, con alberi e timoni, e un altro di epoca altomedievale. Reperti delicatissimi che, dopo anni di impianti mal funzionati, presentano qualche problema. Così una parte dei soldi stanziati andrà agli esperti, che si occuperanno della pulizia dei reperti, del restauro delle parti deteriorate, del risanamento dalle muffe e del loro consolidamento.
Verso un vero museo. Con un impianto nuovo di zecca il Comune potrà portare avanti il progetto di trasformare la struttura sull’isola Peddone in un vero museo. «È un importante tassello che si aggiunge – commenta l’assessore Sabrina Serra -. A settembre, per esempio, abbiamo ripristinato il parquet all’ingresso e qualche mese fa abbiamo messo a norma il ponticello esterno». Quello di Olbia, una struttura dalle mille potenzialità, è un museo a metà. A causa di alcuni problemi di agibilità, per esempio il ponte non a norma e gli impianti obsoleti, è stato impossibile inserire la struttura nei circuiti museali regionali e nazionali e studiare una forma di gestione. «Con questi interventi, però, andiamo nella giusta direzione» assicura l’assessore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un nuovo impianto. Le macchine presenti, installate una quindicina di anni fa, sono obsolete e alcune non funzionano più. L’intervento programmato dal Comune prevede la sostituzione di quattro pompe di calore, più lo smaltimento di due macchinari esistenti, e il ripristino dell’impianto di umidificazione che serve per mantenere le navi in buono stato. «In questo modo si potranno creare le migliori condizioni per conservare i reperti – spiega Sabrina Serra, assessore alla Cultura -. Con il nuovo impianto di climatizzazione, anche la visita del museo diventerà più piacevole».
Archeologi al lavoro. Durante lo scavo per il tunnel del 1999 venne riportato alla luce un patrimonio di assoluto valore: 24 navi di epoche diverse, la maggior parte romane. Oggi il museo ospita solo due relitti di età romana, con alberi e timoni, e un altro di epoca altomedievale. Reperti delicatissimi che, dopo anni di impianti mal funzionati, presentano qualche problema. Così una parte dei soldi stanziati andrà agli esperti, che si occuperanno della pulizia dei reperti, del restauro delle parti deteriorate, del risanamento dalle muffe e del loro consolidamento.
Verso un vero museo. Con un impianto nuovo di zecca il Comune potrà portare avanti il progetto di trasformare la struttura sull’isola Peddone in un vero museo. «È un importante tassello che si aggiunge – commenta l’assessore Sabrina Serra -. A settembre, per esempio, abbiamo ripristinato il parquet all’ingresso e qualche mese fa abbiamo messo a norma il ponticello esterno». Quello di Olbia, una struttura dalle mille potenzialità, è un museo a metà. A causa di alcuni problemi di agibilità, per esempio il ponte non a norma e gli impianti obsoleti, è stato impossibile inserire la struttura nei circuiti museali regionali e nazionali e studiare una forma di gestione. «Con questi interventi, però, andiamo nella giusta direzione» assicura l’assessore.
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