Appalto per gli ospedali nuova proroga alla Clea
di Serena Lullia
La Hospital service, vincitrice della gara, non è ancora pronta a fornire il servizio I sindacati: «La Regione intervenga per tutelare posti di lavoro e aziende sarde»
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OLBIA. Una nuova proroga per l’appalto dell’Assl vinto dalla Hospital service. Il bucato fresco di pulito non prenderà ancora la nave prima di arrivare negli ospedali di Olbia e Tempio. Il servizio di lavanderia e sterilizzazione è stato prorogato fino al 23 giugno alla Clea. Si tratta dell’ennesimo rinvio. La Hospital service, azienda di Chieti, non è ancora riuscita a organizzarsi. Intanto le imprese sarde arrivate seconda e terza nella gara dell’Assl, dopo aver perso il ricorso al Tar, si sono rivolte al Consiglio di Stato.
«Nonostante le continue sollecitazioni avanzate dalle organizzazioni sindacali sull’argomento, non si intravede una soluzione positiva sull’appalto – si legge in un documento unitario di Cgil, Cils e Uil – . La Assl di Olbia ha preferito affidarsi a un’impresa di Mozzagrogna di Chieti, senza neppure garantire alcun risparmio economico, percorrendo di fatto una strada che porterà a un ulteriore depauperamento dell’economia sarda. Le imprese sarde escluse avrebbero garantito anche per il futuro il mantenimento dei livelli occupazionali. Ma la Assl ha ritenuto più affidabile la società “Hospital service”, che nell’isola non dispone neppure di una sede logistica e che dovrà utilizzare i traghetti come mezzi di trasporto, piuttosto che le imprese locali che dispongono di ben 5 stabilimenti di lavanderia e due centrali di sterilizzazione dislocati in Sardegna. Eppure la Assl di Olbia insiste nel privilegiare una azienda situata oltre Tirreno, oltretutto implicata in vicende giudiziarie per reati commessi proprio nell’ambito degli appalti pubblici che riguardano l’erogazione di servizi di lavanolo e sterilizzazione».
La Filctem-Cgil, la Femca-Cisl e la Uiltec-Uil firmano un documento unitario in cui sottolineano la loro preoccupazione «per il diffuso disinteresse e il lassismo dimostrato dalla classe politica sarda nel difendere i lavoratori e le imprese del territorio, apparendo in questo modo quasi incurante della perdita di posti di lavoro diretti e indiretti in una terra penalizzata dalla disoccupazione e indebolita dall’insularità». I sindacati si rivolgono al presidente della Regione, Francesco Pigliaru e all’assessore alla Sanità, Luigi Arru. «Gli chiediamo di approfondire le conseguenze in termini di perdita di posti di lavoro e di qualità dei servizi per i cittadini sardi – conclude la nota –, conseguenze provocate in questo caso specifico dall’affidamento dei servizi a una impresa non sarda, per di più in pendenza di un contenzioso giudiziario complesso e intricato».
«Nonostante le continue sollecitazioni avanzate dalle organizzazioni sindacali sull’argomento, non si intravede una soluzione positiva sull’appalto – si legge in un documento unitario di Cgil, Cils e Uil – . La Assl di Olbia ha preferito affidarsi a un’impresa di Mozzagrogna di Chieti, senza neppure garantire alcun risparmio economico, percorrendo di fatto una strada che porterà a un ulteriore depauperamento dell’economia sarda. Le imprese sarde escluse avrebbero garantito anche per il futuro il mantenimento dei livelli occupazionali. Ma la Assl ha ritenuto più affidabile la società “Hospital service”, che nell’isola non dispone neppure di una sede logistica e che dovrà utilizzare i traghetti come mezzi di trasporto, piuttosto che le imprese locali che dispongono di ben 5 stabilimenti di lavanderia e due centrali di sterilizzazione dislocati in Sardegna. Eppure la Assl di Olbia insiste nel privilegiare una azienda situata oltre Tirreno, oltretutto implicata in vicende giudiziarie per reati commessi proprio nell’ambito degli appalti pubblici che riguardano l’erogazione di servizi di lavanolo e sterilizzazione».
La Filctem-Cgil, la Femca-Cisl e la Uiltec-Uil firmano un documento unitario in cui sottolineano la loro preoccupazione «per il diffuso disinteresse e il lassismo dimostrato dalla classe politica sarda nel difendere i lavoratori e le imprese del territorio, apparendo in questo modo quasi incurante della perdita di posti di lavoro diretti e indiretti in una terra penalizzata dalla disoccupazione e indebolita dall’insularità». I sindacati si rivolgono al presidente della Regione, Francesco Pigliaru e all’assessore alla Sanità, Luigi Arru. «Gli chiediamo di approfondire le conseguenze in termini di perdita di posti di lavoro e di qualità dei servizi per i cittadini sardi – conclude la nota –, conseguenze provocate in questo caso specifico dall’affidamento dei servizi a una impresa non sarda, per di più in pendenza di un contenzioso giudiziario complesso e intricato».
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