estorsione a cannigione
Scarcerato l’ex sottufficiale «Quei soldi erano dovuti»
di Giampiero Cocco
LA MADDALENA. Fabrizio Lai, l’ex sottufficiale della marina militare della Maddalena finito in carcere nei giorni scorsi per l’estorsione messa in atto nei confronti di un ristoratore di Cannigione,...
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LA MADDALENA. Fabrizio Lai, l’ex sottufficiale della marina militare della Maddalena finito in carcere nei giorni scorsi per l’estorsione messa in atto nei confronti di un ristoratore di Cannigione, è stato rimesso in libertà.
«Mai chiesto nulla al mio accusatore – ha spiegato l’ex militare al gip Elisabetta Carta –, anche perché non avevo alcun rapporto con lui, tranne il fatto che era un mio conoscente. I 400 euro che mi ha dato erano il pagamento per un’ancora che gli ho consegnato per abbellire il suo ristorante galleggiante e per il saldo di un treno di gomme che gli dovevo consegnare, infatti gli pneumatici erano nel bagagliaio della mia macchina». Una difesa a spada tratta, quelle dell’ex sottufficiale della marina militare, che ha respinto mogni accusa nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto ieri mattina nella saletta riservata del carcere di Nuchis, alla presenza dei legali dell’uomo, i penalisti Guido Da Tome e Pietro Sanna.
I quali, una volta concluso l’interrogatorio, hanno presentata istanza di scarcerazione per il loro assistito che è stata accolta dal magistrato. Fabrizio Lai, nel pomeriggio di ieri, ha lasciato il penitenziario per fare rientro a casa.
«Una vicenda Kafkiana della quale dobbiamo capire la genesi – hanno spiegato ieri i difensori dell’ex militare –, per poterla serenamente affrontare sotto l’aspetto giuridico. Ci sono diversi passaggi, nell’intero caso, che necessitano di doverosi approfondimenti e chiarimenti». Un punto sul quale i difensori sono stati molto chiari e che al loro cliente, nelle fasi dell’arresto e delle successive perquisizioni domiciliari «non è stata sequestrata alcuna somma di danaro, tantomeno assegni o altri titoli di credito», hanno precisato gli avvocati Guido Da Tome e Piero Sanna, in relazione al ritrovamento di circa seimila euro a Fabrizio Lai. Il pensionato era stato arrestato in flagranza di reato dopo aver incassato una mazzetta di 400 euro da un ristoratore di Cannigione, al quale avrebbe assicurato il suo interessamento per il rilascio di una concessione demaniale da parte della Capitaneria di porto di La Maddalena. Il sottufficiale si sarebbe qualificato come un sottufficiale della Guardia Costiera, e questo, stando ai capi d’accusa, avrebbe tratto in inganno il ristoratore. Il quale, la sera prima della consegna del danaro, denunciò il tutto agli ufficiali della polizia giudiziaria che predisposero la consegna del danaro. Il caso è seguito dal capo della Procura Domenico Fiordalisi.
«Mai chiesto nulla al mio accusatore – ha spiegato l’ex militare al gip Elisabetta Carta –, anche perché non avevo alcun rapporto con lui, tranne il fatto che era un mio conoscente. I 400 euro che mi ha dato erano il pagamento per un’ancora che gli ho consegnato per abbellire il suo ristorante galleggiante e per il saldo di un treno di gomme che gli dovevo consegnare, infatti gli pneumatici erano nel bagagliaio della mia macchina». Una difesa a spada tratta, quelle dell’ex sottufficiale della marina militare, che ha respinto mogni accusa nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto ieri mattina nella saletta riservata del carcere di Nuchis, alla presenza dei legali dell’uomo, i penalisti Guido Da Tome e Pietro Sanna.
I quali, una volta concluso l’interrogatorio, hanno presentata istanza di scarcerazione per il loro assistito che è stata accolta dal magistrato. Fabrizio Lai, nel pomeriggio di ieri, ha lasciato il penitenziario per fare rientro a casa.
«Una vicenda Kafkiana della quale dobbiamo capire la genesi – hanno spiegato ieri i difensori dell’ex militare –, per poterla serenamente affrontare sotto l’aspetto giuridico. Ci sono diversi passaggi, nell’intero caso, che necessitano di doverosi approfondimenti e chiarimenti». Un punto sul quale i difensori sono stati molto chiari e che al loro cliente, nelle fasi dell’arresto e delle successive perquisizioni domiciliari «non è stata sequestrata alcuna somma di danaro, tantomeno assegni o altri titoli di credito», hanno precisato gli avvocati Guido Da Tome e Piero Sanna, in relazione al ritrovamento di circa seimila euro a Fabrizio Lai. Il pensionato era stato arrestato in flagranza di reato dopo aver incassato una mazzetta di 400 euro da un ristoratore di Cannigione, al quale avrebbe assicurato il suo interessamento per il rilascio di una concessione demaniale da parte della Capitaneria di porto di La Maddalena. Il sottufficiale si sarebbe qualificato come un sottufficiale della Guardia Costiera, e questo, stando ai capi d’accusa, avrebbe tratto in inganno il ristoratore. Il quale, la sera prima della consegna del danaro, denunciò il tutto agli ufficiali della polizia giudiziaria che predisposero la consegna del danaro. Il caso è seguito dal capo della Procura Domenico Fiordalisi.
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