Ospedale in continua emergenza La Fsi: ora basta, serve personale
di Stefania Puorro
Secondo il sindacato, la situazione continua a peggiorare: «E dall’azienda non arrivano risposte» Prenotazioni per la Radiologia sempre bloccate, Pronto soccorso al collasso, reparti ancora accorpati
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OLBIA. L’ospedale è sempre più in affanno. E in tutti i reparti l’emergenza cresce. La carenza di personale sta creando disagi enormi e la situazione non sembra migliorare. Anzi. «E’ notevolmente peggiorata - dicono dalla segreteria territoriale della Fsi rappresentata da Mariangela Campus e, a livello locale, da Vito Langiu - e con l’estate ormai cominciata si fa fatica a garantire un’assistenza adeguata. Medici, infermieri e Oss sono costretti a fare turni pesantissimi, ma il loro impegno non può bastare. Servono rinforzi immediati».
La Fsi, poche settimane fa, aveva chiesto un incontro urgente con i vertici aziendali sollevando i gravi problemi legati all’insufficienza di organico in tutte le unità operative «ma, ancora oggi, non abbiamo ricevuto risposte e, soprattutto, non è stato sostituito neppure il personale assente. Addirittura la Medicina è stata privata di alcuni figure per andare a potenziare altri servizi. Ma se si tira una coperta già corta, si creano solo danni».
Non è cambiata la situazione in Radiologia. Da più di due mesi, le prenotazioni al Cup sono bloccate. Si garantiscono solo le urgenze e gli esami diagnostici tradizionali, a cui si aggiungono tutti gli esami prenotati prima del 16 aprile. L’organico continua a essere sottodimensionato: mancano tre medici e un altro sta per andare via. L’Ats (con due distinte delibere del 12 giugno scorso) aveva autorizzato il conferimento di un incarico temporaneo per sostituire sia il medico assente per maternità che per assegnare un altro altro incarico a tempo indeterminato. Ma ancora non è arrivato nessuno.
Gravi difficoltà anche Ostetricia. «Il reparto - ribadisce la Fsi - è sempre è accorpato a quello di Ginecologia per mancanza di ostetriche. E quella che doveva essere una soluzione temporanea, così come avevano detto i vertici aziendali, è invece una realtà che va avanti da più di un mese».
In difficoltà, per il poco personale, anche Ortopedia e Medicina. «Da quest’ultimo reparto, alcune unità sono state trasferite per rafforzare il servizio Dialisi e garantire dunque anche le prestazioni ai turisti. Ma le conseguenze sono facilmente immaginabili E poi: sempre pochi gli anestesisti, mentre ci sono problemi anche per coprire tutti i turni per l’emodinamica. Insomma, la situazione è davvero grave - rimarca la Fsi - e a questo punto la Assl deve dirci come stanno le cose e che cosa accadrà per il resto dell’estate. Inutile che sostengano che è difficile trovare personale disponibile a lavorare per questa azienda. E’ una risposta che non si può accettare».
Ma l’sos più forte arriva dal pronto soccorso. «Qui c’è una carenza di personale a ogni livello: mancano medici, infermieri e Oss - insiste la Fsi -, e rispetto allo scorso anno l’organico è anche sceso di un’unità. Si fanno turni massacranti e da quando sono arrivati i turisti, la situazione è diventata ingestibile. Con inevitabili proteste da parte degli utenti e, in più di un caso, con aggressioni fisiche e verbali nei confronti del personale. E’ per questo che, una volta di più, sollecitiamo l’attivazione di un posto fisso di polizia al pronto soccorso. Senza dimenticare che nell’Obi “fantasma” (mai accreditato), gli infermieri devono garantire un’assistenza continua ai numerosi pazienti (si arriva pure a 15) che dovrebbero rimanere in osservazione per poche ore e che invece, per necessità, restano lì anche per una settimana».
La Fsi, poche settimane fa, aveva chiesto un incontro urgente con i vertici aziendali sollevando i gravi problemi legati all’insufficienza di organico in tutte le unità operative «ma, ancora oggi, non abbiamo ricevuto risposte e, soprattutto, non è stato sostituito neppure il personale assente. Addirittura la Medicina è stata privata di alcuni figure per andare a potenziare altri servizi. Ma se si tira una coperta già corta, si creano solo danni».
Non è cambiata la situazione in Radiologia. Da più di due mesi, le prenotazioni al Cup sono bloccate. Si garantiscono solo le urgenze e gli esami diagnostici tradizionali, a cui si aggiungono tutti gli esami prenotati prima del 16 aprile. L’organico continua a essere sottodimensionato: mancano tre medici e un altro sta per andare via. L’Ats (con due distinte delibere del 12 giugno scorso) aveva autorizzato il conferimento di un incarico temporaneo per sostituire sia il medico assente per maternità che per assegnare un altro altro incarico a tempo indeterminato. Ma ancora non è arrivato nessuno.
Gravi difficoltà anche Ostetricia. «Il reparto - ribadisce la Fsi - è sempre è accorpato a quello di Ginecologia per mancanza di ostetriche. E quella che doveva essere una soluzione temporanea, così come avevano detto i vertici aziendali, è invece una realtà che va avanti da più di un mese».
In difficoltà, per il poco personale, anche Ortopedia e Medicina. «Da quest’ultimo reparto, alcune unità sono state trasferite per rafforzare il servizio Dialisi e garantire dunque anche le prestazioni ai turisti. Ma le conseguenze sono facilmente immaginabili E poi: sempre pochi gli anestesisti, mentre ci sono problemi anche per coprire tutti i turni per l’emodinamica. Insomma, la situazione è davvero grave - rimarca la Fsi - e a questo punto la Assl deve dirci come stanno le cose e che cosa accadrà per il resto dell’estate. Inutile che sostengano che è difficile trovare personale disponibile a lavorare per questa azienda. E’ una risposta che non si può accettare».
Ma l’sos più forte arriva dal pronto soccorso. «Qui c’è una carenza di personale a ogni livello: mancano medici, infermieri e Oss - insiste la Fsi -, e rispetto allo scorso anno l’organico è anche sceso di un’unità. Si fanno turni massacranti e da quando sono arrivati i turisti, la situazione è diventata ingestibile. Con inevitabili proteste da parte degli utenti e, in più di un caso, con aggressioni fisiche e verbali nei confronti del personale. E’ per questo che, una volta di più, sollecitiamo l’attivazione di un posto fisso di polizia al pronto soccorso. Senza dimenticare che nell’Obi “fantasma” (mai accreditato), gli infermieri devono garantire un’assistenza continua ai numerosi pazienti (si arriva pure a 15) che dovrebbero rimanere in osservazione per poche ore e che invece, per necessità, restano lì anche per una settimana».
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