Appalti ad Alà, la Cgil sul piede di guerra
Sotto accusa l’avvicendamento tra cooperative nella gestione della scuola materna e dell’infanzia
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ALÀ DEI SARDI. Bufera sugli appalti al comune di Alà dei Sardi e la Cgil denuncia ancora una volta la «giungla aperta al migliore dove i lavoratori sono molto più deboli e spesso soggetti a forme di ricatto morale». Il caso è quello di un cambio di gestione, presso il comune di Alà, relativamente al la gestione della scuola materna e dell’infanzia. Una cooperativa al posto di un’altra, ma qualche lavoratore “misteriosamente” si perde per strada e non viene riassunto. «Va da se che in una società rispettosa delle regole – dice Luisella Maccioni, segretario generale della Funzione pubblica Cgil – l’applicazione del contratto di Lavoro diventa fondamentale, non solo per i livelli stipendiali ma anche è soprattutto per la continuità assistenziale che deriva dal passaggio diretto dei lavoratori da una cooperativa all’altra. Noi fin dal giorno dopo l’aggiudicazione alla nuova cooperativa abbiamo sollecitato l’applicazione dell’art. 37 del contratto delle cooperative sociali per il passaggio diretto delle lavoratrici, ma la coop subentrante non ha dato risposte positive sostenendo che per anni in quel territorio non si è mai applicato l’articolo del contratto e che per anni chi ha gestito quei servizi ha fatto ruotare il personale con cadenze di 4 mesi ciascuna, senza tenere conto della specificità del servizio». «Insomma – aggiunge Luisella Maccioni – la scelta è di perseverare nell’errore non tenendo conto che un servizio come quello educativo richiede la cosiddetta continuità educativa del bambino, e che in questo modo si disconosce il diritto alla continuità lavorativa del personale, al poter maturare il diritto all’anzianità di servizio, il diritto di una stabilizzazione e il diritto del riconoscimento di un contratto di lavoro che detta regole e diritti certi. In tutti i bandi d’appalto ci sono norme che devono essere rispettate: partendo dal numero di personale che deve essere quello assegnato in gara d’appalto con i requisiti richiesti alla qualifica professionale, dai vari titoli di studio alla quantificazione del costo del personale. Purtroppo in questo cambio di appalto niente di questo viene riconosciuto, e si continua a sostenere che il personale deve ruotare, con la motivazione di per poter assumere più personale possibile compreso personale ex novo».
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