Erriu: sì ai premi in volumetrie se si allunga la stagione turistica
di Walkiria Baldinelli
L’assessore regionale all’Urbanistica parla al convegno “AmbientalistAlbergatore” di Arzachena Gli operatori: la legge deve tutelare il territorio ma anche consentire lo sviluppo delle strutture
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ARZACHENA. Sì all'ampliamento di volumetrie per le strutture ricettive esistenti anche nei 300 metri dal mare. Ma a una condizione: nel loro piano di impresa gli albergatori dovranno dimostrare che incrementare posti letto e/o creare altri spazi per offrire servizi aggiuntivi sono una priorità per allungare la stagione turistica e non per aumentare i picchi di presenze a luglio e agosto. La decisione sarà presa insieme alla Regione che dovrà valutare la coerenza dei progetti presentati. È la novità emersa nell'incontro “AmbientalistAlbergatore” organizzato da Federalberghi nel quale anche gli operatori turistici si sono confrontati con l'assessore regionale Cristiano Erriu sulla legge urbanistica. Il disegno di legge proposto dalla Giunta regionale sarà esaminato la prossima settimana in Commissione Governo del territorio del Consiglio per poi approdare in Aula.
Lo scontro. «La discussione è aperta», ha dichiarato Erriu al termine dei lavori, annunciando che due questioni daranno vita a uno scontro politico «anche feroce: la norma che consente l'ampliamento di nuove volumetrie alle strutture ricettive esistenti anche nei 300 metri dalla battigia e la norma sui grandi progetti». Ha spiegato che non si deroga il Piano paesaggistico regionale perché prevede già la possibilità del miglioramento delle strutture a certe condizioni. «Oggi occorre adeguare i servizi alle varie forme di turismo e ci si può confrontare su altre questioni, come la dimensione ottimale delle stanze. C'è chi dice che il numero dei posti letto non può cambiare. Questo può avere un senso per alcune tipologie, ma non può averlo per altre piccole strutture».
Ambientalismo e crescita dunque non sono un binomio inscindibile. «Possono coesistere – ha sottolineato Erriu –, e queste legge deve essere capace di tutelare, salvaguardare e sviluppare».
Il sistema. Il presidente di Unioncamere Sardegna, Agostino Cicalò, ha osservato che la Sardegna deve individuare il prodotto turistico da mettere in pista: «Creiamo la destinazione e la legge urbanistica che deve essere compatibile. Peccato che non abbiamo ancora questo sistema turistico». Aldo Vanini, dell'assessorato regionale all'Urbanistica ha spiegato l'obiettivo. «Ogni albergatore ha un problema diverso dall'altro. Molte piccole strutture sono in vendita – evidenzia – perché non hanno le capacità di un sostegno economico. Se gli imprenditori dimostreranno con un serio piano aziendale che la priorità è ingrandire i posti letto, ma anche avere spazi per dare maggiori servizi, verrà offerta loro l'opportunità di adeguare le strutture. È la grossa novità di questa norma rispetto alle opportunità offerte dal Ppr che non poneva altro limite che la qualità architettonica, che rimane, in aggiunta alla qualità di risparmio energetico, ambientale e socio-economico Il piano d'impresa dovrà essere presentato e deciso insieme alla Regione». «Accogliamo con favore questa novità sottolineando che siamo i primi ambientalisti e non siamo assetati di cemento – ha commentato il presidente regionaledi Federalberghi, Paolo Manca -. Non vogliamo regole che ci favoriscano, ma norme chiare, semplici e certe che ci permettano di destagionalizzare e di fare turismo».
Lo scontro. «La discussione è aperta», ha dichiarato Erriu al termine dei lavori, annunciando che due questioni daranno vita a uno scontro politico «anche feroce: la norma che consente l'ampliamento di nuove volumetrie alle strutture ricettive esistenti anche nei 300 metri dalla battigia e la norma sui grandi progetti». Ha spiegato che non si deroga il Piano paesaggistico regionale perché prevede già la possibilità del miglioramento delle strutture a certe condizioni. «Oggi occorre adeguare i servizi alle varie forme di turismo e ci si può confrontare su altre questioni, come la dimensione ottimale delle stanze. C'è chi dice che il numero dei posti letto non può cambiare. Questo può avere un senso per alcune tipologie, ma non può averlo per altre piccole strutture».
Ambientalismo e crescita dunque non sono un binomio inscindibile. «Possono coesistere – ha sottolineato Erriu –, e queste legge deve essere capace di tutelare, salvaguardare e sviluppare».
Il sistema. Il presidente di Unioncamere Sardegna, Agostino Cicalò, ha osservato che la Sardegna deve individuare il prodotto turistico da mettere in pista: «Creiamo la destinazione e la legge urbanistica che deve essere compatibile. Peccato che non abbiamo ancora questo sistema turistico». Aldo Vanini, dell'assessorato regionale all'Urbanistica ha spiegato l'obiettivo. «Ogni albergatore ha un problema diverso dall'altro. Molte piccole strutture sono in vendita – evidenzia – perché non hanno le capacità di un sostegno economico. Se gli imprenditori dimostreranno con un serio piano aziendale che la priorità è ingrandire i posti letto, ma anche avere spazi per dare maggiori servizi, verrà offerta loro l'opportunità di adeguare le strutture. È la grossa novità di questa norma rispetto alle opportunità offerte dal Ppr che non poneva altro limite che la qualità architettonica, che rimane, in aggiunta alla qualità di risparmio energetico, ambientale e socio-economico Il piano d'impresa dovrà essere presentato e deciso insieme alla Regione». «Accogliamo con favore questa novità sottolineando che siamo i primi ambientalisti e non siamo assetati di cemento – ha commentato il presidente regionaledi Federalberghi, Paolo Manca -. Non vogliamo regole che ci favoriscano, ma norme chiare, semplici e certe che ci permettano di destagionalizzare e di fare turismo».
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