La Nuova Sardegna

Olbia

Sugherificio Ganau, cadono le speranze licenziamenti vicini 

di Angelo Mavuli
Sugherificio Ganau, cadono le speranze licenziamenti vicini 

Lunedì potrebbero partire le lettere per 79 dipendenti La Regione: «L’azienda applichi i contratti di solidarietà»

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Si sono spente ieri a Sassari, negli uffici della Regione, le ultime speranze dei 79 dipendenti del sugherificio Ganau di evitare gli annunciati licenziamenti, che potranno essere attuati già dalla mezzanotte di lunedì prossimo, quando scadranno i termini delle trattive. La coscienza dell’inevitabilità della decisione, annunciata dal sugherificio Ganau già dal 19 aprile scorso, la si è avuta ieri mattina a Sassari dove una delegazione di operai e operaie, su iniziativa del Pci gallurese rappresentato dal segretario provinciale Giovanni Cocco, ha incontrato Gianfranco Ganau, presidente del consiglio regionale. Con franchezza e onestà, il presidente, dopo avere ascoltato le richieste dei lavoratori per bocca di Lello Aisoni, operaio, e di Hassan Ben Bouzid, segretario generale della Fillea Cgil, a chiare lettere, pur confermando la sua piena disponibilità ad ascoltare, ha dovuto annunciare che anche dopo recentissimi colloqui, che hanno confermato la volontà dell’azienda di non retrocedere dalla sua posizioni, i licenziamenti sono praticamente ineluttabili. Impercorribili, secondo il presidente del consiglio regionale, anche alcuni “percorsi” recentemente suggeriti, che per legge non potranno più essere rifinanziati.

Diversi e articolati gli interventi degli operai che, fra le altre cose, hanno chiesto decisamente al rappresentante sindacale di non procedere lunedì prossimo a firmare con l’azienda alcun tipo di accordo che liberi l’azienda stessa dalle responsabilità della sua decisione.

«Non si firmi nulla - ha detto la delegazione all’unisono -. Effettui l’azienda i licenziamenti annunciati e si assuma le relative conseguenze». Significativa anche la dichiarazione del presidente Ganau. «Da martedì prossimo sarò a vostra disposizione per esaminare i vostri progetti lavorativi futuri. Per questa vicenda non posso fare nulla».

Sull’incontro, poi, con due diversi comunicati stampa, sono intervenuti sia il presidente del consiglio regionale che Giovanni Cocco del Partito comunista italiano.

«Rivolgo un appello alla proprietà - scrive Ganau - affinché venga studiata ogni soluzione possibile mirata alla revoca del provvedimento che avrebbe delle ricadute sociali disastrose su un territorio già in grave difficoltà. Invito l'azienda a prendere in considerazione la proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali di applicare un contratto di solidarietà». Ganau conclude assicurando il suo impegno a «sostenere insieme al Parlamento sardo, ogni intervento possibile per definire un vero piano di rilancio del settore legato alla produzione del sughero in Sardegna».

Forte preoccupazione per la sorte delle maestranze che stanno per perdere il lavoro e per le loro famiglie giunge dal segretario del Pci, che esprime l’apprezzamento per l'impegno del presidente Ganau, mentre ha parole severe nei confronti del sugherificio Ganau, «i cui proprietari - scrive - non sanno cosa sia la Carta costituzionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative