la storia
Una squadra di baby migranti
Iscritta a un torneo di calcetto, in rosa anche gli alunni del De Andrè
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TEMPIO. L’undicesima edizione del Memorial Fois che inizierà il 3 luglio avrà quest’anno un motivo in più per essere ricordata. Al trofeo di calcetto prenderà infatti parte anche la Legàmi Sport, nome di una squadra di giovanissimi atleti frequentanti quasi tutti il Liceo “De André”. Sin qua, verrebbe da dire, niente di così eccezionale, trattandosi di studenti che, dopo tanto studio, vorranno finalmente godersi un po’ di sano soccer estivo. L’interessante novità sta nel fatto che gran parte della rosa è costituita da migranti africani, minori non accompagnati iscritti ai corsi del “De André”.
In comune gli elementi della rosa hanno la passione per il calcio. Una passione condivisa con migliaia di pari età, ma che per loro si è tradotta nel corso dell’anno in una delle esperienze più gratificanti. Dare un calcio a un pallone, gioire per un gol, ma anche sottrarre il pallone a un avversario con un bel tackle sono azioni che spesso sanno comunicare più di tanti discorsi. Vale a dire che la pratica sportiva, nel caso di tutti gli studenti del De André, si è rivelata uno strumento di grande efficacia per superare barriere e, in molti casi, abbattere pregiudizi.
La nascita del Legàmi Sport (nome che ricorda il progetto della scuola) è, quindi, una diretta conseguenza di quanto è stato fatto in palestra e tra i banchi. L’idea di iscrivere la squadra al Memorial e di affidarla al coach Agostino Pirina è venuta ai professionisti della cooperativa “Il piccolo principe” che sta seguendo il percorso dei giovani africani nelle due strutture di Calangianus e Aglientu. Un percorso che approda ora su un campo di calcetto, dove, c’è da scommettere, la compagine afro-gallurese del Legàmi farà vedere di che pasta è fatta. Il valore reale di questi giovanissimi atleti è già noto però a chi ha avuto la possibilità di conoscerli.
Il primo ad essersene accorto è stato forse l’operatore sociale di Aglientu, che, superando non pochi ostacoli di natura burocratica, ha fatto di tutto per dare loro una scuola.
Poi c’è stato il Liceo De André, che di fronte alla richiesta non si è affatto tirato indietro. In tutto questo ha infine avuto un ruolo non da poco la passione degli specialisti del Piccolo principe, che forse sanno di umanità e sogni da realizzare più di quanto sappiano di rovesciate e fuorigioco. (g.pu.)
In comune gli elementi della rosa hanno la passione per il calcio. Una passione condivisa con migliaia di pari età, ma che per loro si è tradotta nel corso dell’anno in una delle esperienze più gratificanti. Dare un calcio a un pallone, gioire per un gol, ma anche sottrarre il pallone a un avversario con un bel tackle sono azioni che spesso sanno comunicare più di tanti discorsi. Vale a dire che la pratica sportiva, nel caso di tutti gli studenti del De André, si è rivelata uno strumento di grande efficacia per superare barriere e, in molti casi, abbattere pregiudizi.
La nascita del Legàmi Sport (nome che ricorda il progetto della scuola) è, quindi, una diretta conseguenza di quanto è stato fatto in palestra e tra i banchi. L’idea di iscrivere la squadra al Memorial e di affidarla al coach Agostino Pirina è venuta ai professionisti della cooperativa “Il piccolo principe” che sta seguendo il percorso dei giovani africani nelle due strutture di Calangianus e Aglientu. Un percorso che approda ora su un campo di calcetto, dove, c’è da scommettere, la compagine afro-gallurese del Legàmi farà vedere di che pasta è fatta. Il valore reale di questi giovanissimi atleti è già noto però a chi ha avuto la possibilità di conoscerli.
Il primo ad essersene accorto è stato forse l’operatore sociale di Aglientu, che, superando non pochi ostacoli di natura burocratica, ha fatto di tutto per dare loro una scuola.
Poi c’è stato il Liceo De André, che di fronte alla richiesta non si è affatto tirato indietro. In tutto questo ha infine avuto un ruolo non da poco la passione degli specialisti del Piccolo principe, che forse sanno di umanità e sogni da realizzare più di quanto sappiano di rovesciate e fuorigioco. (g.pu.)
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