La Nuova Sardegna

Olbia

Un cuore di rose rosse per la sua Sara 

di Giampiero Cocco
Un cuore di rose rosse per la sua Sara 

Lo ha deposto sulla bara il fidanzato Gianluca Gusinu, autorizzato dal magistrato a partecipare alla cerimonia religiosa

3 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A BUDDUSÒ. L’ultimo omaggio che Gianluca Gusinu ha voluto fare alla sua Sara Palimodde è stato un cuscino di rose rosse, a forma di grande cuore, con al centro un bigliettino a lei dedicato.

Il giovane, ai domiciliari per aver causato l’incidente nel quale è deceduta la giovanissima ragazza di Buddusò (la quale aveva appena compiuto 21 anni), ha ottenuto dal gip il permesso di partecipare al rito funebre della sua adorata Sara. Un rito che lo ha visto prostrato e consolato dalle sorelle della defunta, la piccola Giulia e la pià grandicella Cristina.

La chiesa di Santa Anastasia era troppo piccola per contenere le comunità di Buddusò, Padru e Alà Dei Sardi che ieri pomeriggio hanno voluto partecipare, in massa, al funerale di Sara Palimodde. Il sindaco di Buddusò, Giovanni Antonio Satta, aveva dichiarato il lutto cittadino per la durata delle esquie, una ordinanza “superflua” perché nessuno, in paese, ha voluto mancare ieri pomeriggio e sotto una cappa di calore (38 all’ombra), all’ultimo appuntamento con quella ragazza da carattere gioviale e dal sorriso accattivante, conosciuta da tutti. Il carro funebre, preceduto da una lunghissima fila di giovani che portavano mazzi di mfiori multicolori, era seguito dai familiari e dai gonfaloni dei comuni di Buddusò, Padru e Ala dei Sardi.

«La nostra presenza – ha detto Giovanni Satta, sindaco di Padru, indente rimarcare il profondo sentimento di dolore e il sostegno morale che dobbiamo alle famiglie Gusinu e Palimodde, colpite negli affetti più cari da una tragedia che ha addolorato l’intero territorio». I palloncini bianchi e quelli rossi a forma di cuore svettavano sulla moltitudine di persone che hanno affollato all’inverosimile la navata della chiesa parrocchiale, dove tre sacerdoti – Don Stefano Nieddu di Buddusò, don Michele Vincis di Padru e don Vittorio Falqui di Alà – hanno concelebrato il rito funebre, seguito in religioso silenzio. In prima fila, accando ai suoi familiari e a quelli di Sara, c’era Gianluca Gusinu, che ha tenuto la testa bassa per l’intera cerimonia stringendo le mani della madre e delle sorelle della sua fidanzatina. A parlare sono state le coetanee della vittima del terribile incidente accaduto sabato scorso a pochi chilometri da Alà dei Sardi e i tre sacerdoti, che hanno rimarcato il valore della vita e la speranza che «dalle crepe dei cuori addolorato per la perdita di una nostra giovane figlia, germogli la consapevolezza degli errori commessi e rinasca l’amore per la vita», parole che hanno profondamente colpito Gianluca Gusino, che è stato consolato dai familiari. Alla cerimonia funebre ha partecipato il consigliere e regionale Giovanni Satta (che siede nel consiglio comunale di Buddusò tra i banchi della minoranza) e il sindaco di Alà dei Sardi, Francesco Ledda.

Al termine della cerimonia funebre c’è stato il lunghissimo corteo verso il vecchio cimitero, in cima al paese di Buddusò, seguito a piedi da migliaia di persone.

Quando la bara è entrata in cimitero le decine di palloncini bianchi e rossi sono stati lasciati liberi di volare nel cielo azzurro, come la maglietta che Giancluca Gusinu ha indossato per accompagnare all’ultima dimora la sua adorata fidanzata. Il giovane ha quindi fatto rientro a Padru, accompagnato dai genitori e dal fratellino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative