La Nuova Sardegna

Olbia

Villa Minerva, tutto in regola La dependance era autorizzata 

di Giampiero Cocco
Villa Minerva, tutto in regola La dependance era autorizzata 

Il Consiglio di Stato ha rigettato l’ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Olbia nel 2015 La società proprietaria dell’immobile a Porto Rotondo fa capo a Roustam Tariko, il re della vodka

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PORTO ROTONDO. Il Consiglio di Stato da ragione al magnate della vodka Roustam Tarico, dichiarando legittimi la realizzazione della dependance annessa a Villa Minerva, a Porto Rotondo. La decisione è stata intrapresa dai giudici amministrativi di Palazzo Spada, a Roma, nei giorni scorsi, dopo che il legale della “Minerva Finanziaria srl”, aveva impugnato le delibere del comune di Olbia che imponevano la demolizione e il ripristino dei luoghi riuscendo a sospendere ogni azione coattiva nel gennaio di quest’anno e ottenendo il giudizio finale, positivo, pochi giorni fa dal giudici romani. Roustam Tariko, titolare di una galassia di società tra le quali quella alla quale appartiene villa Minerva, si è detto soddisfatto del risultato ottenuto dai suoi legali ed ha ribadito «di non aver mai avuto dubbi sulla efficienza della magistratura italiana» Il caso di cui si è occupato il civilista Benedetto Ballero era relativo alla decisione del Comune di Olbia di abbattere una dependance che si riteneva frutto di un presunto abuso edilizio. Il Comune di Olbia notifico nell'aprile del 2015 l'ordinanza di demolizione per presunti abusi edilizi nell'immobile di proprietà della società Minerva Finanziaria Srl, allegando alla ordinanza il rapporto ispettivo stilato dal corpo forestale regionale che asseriva – da qui il contenzioso risolto nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato – che i lavori per edificare la dependance, già licenziati, non erano stati avviati «alla data del 7 aprile 2014, quando nessun intervento era stato realizzato», allegando a riprova le riprese di Google Maps. Ma i periti e i legali di Roustam Tariko hanno smontato questa ricostruzione ritenendo «i rilievi aerofotografici non erano attendibili (quanto alle date cui farli risalire), mentre molti interventi avviati per l’edificazione della dependance erano stati anche reinterrati per consentire la fruizione della residenza durante i mesi estivi del periodo di fermo causato dalla controversia civile col primo appaltatore, e dunque non erano visibili nel corso della visita ispettiva effettuata». La Minerva Srl chiese l’annullamento del provvedimento al Tar, istanza che venne respinta dai giudici amministrativi regionali. Gli avvocati della Minerva Finanziaria srl si erano quindi rivolti al Consiglio di Stato. La villa, ufficialmente, appartiene alla finanziaria amministrata da un commercialista torinese, Angelo Frascina, ma la stessa farebbe parte della galassia di società – estero su estero, registrate nei paradisi fiscali britannici – del magnate russo Roustam Tarico. Il quale, attraverso le sue finanziarie, aveva rilevato la villa nel 2004 da Miriam Raffaella Bertolini, meglio conosciuta come Veronica Lario, ex consorte dell’ex premier Silvio Berlusconi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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