Aperta un’altra indagine sulla signora delle truffe
La polizia investigativa l’ha denunciata dopo la segnalazione di un benzinaio Ha fatto 7mila euro di gasolio (non pagati) spacciandosi per legale di un russo
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OLBIA. Ancora guai per la “signora della truffa”. Sonia Fiori, 46 anni, originaria di Sassari, arrestata nel luglio del 2016 dai carabinieri di Olbia su ordinanza di custodia cautelare del gip di Tempio con l’accusa di aver raggirato e truffato numerosi gioiellieri di Olbia e altri commercianti, è stata denunciata di nuovo.
Gli uomini della sezione investigativa del commissariato di Olbia l’hanno incastrata pochi giorni fa (anche in questo caso l’accusa è di truffa aggravata) dopo la segnalazione del titolare di un rifornitore di carburante.
Che cosa avrebbe fatto stavolta? Si sarebbe spacciata per l’avvocato di una ricca famiglia di russi con casa a Porto Rotondo, sostenendo di dover occuparsi per loro dell’acquisto di gasolio da trasportare all’interno di alcune taniche. E il pagamento? Una fattura alla fine del mese, per far preparare la quale la donna avrebbe però fornito una partita iva falsa. Sonia Fiori, come ha fatto sapere la polizia, avrebbe quindi fatto un rifornimento complessivo di gasolio di circa 7mila euro (in più riprese) senza però pagare nulla. Ed è stato quando doveva essere emessa la fattura che gli investigatori del commissariato, guidati dal dirigente Fernando Spinicci, hanno identificato e denunciato la responsabile.
Sull’ultima inchiesta in cui la donna era coinvolta (in passato è stata indagata anche per una serie di truffe ai condomini) i carabinieri avevano raccontato molti particolari della sua attività. In un comunicato avevano scritto che «Sonia Fiori prima acquistava gioielli pagandoli con assegni (che sono risultati contraffatti o privi di copertura) e poi andava immediatamente a rivenderli presso dei "Compro Oro" al fine di monetizzare velocemente la truffa consumata». Ma tra le truffe più gravi «aveva promosso e realizzato una raccolta fondi a favore di una bambina malata di leucemia - proseguiva il documento dei carabinieri - sfruttando tale situazione per intascarsi i soldi della raccolta e senza fare nulla a favore dei piccoli che soffrono realmente di questa gravissima patologia». E ancora: «Sempre millantando il titolo di avvocato mai conseguito - si leggeva ancora nella nota-, Sonia Fiori aveva anche promesso di garantire ad altre vittime la sua difesa, facendosi anticipare diverse migliaia di euro».
La donna, nell’aprile dell’anno scorso, era finita anche nel mirino di ignoti attentatori: qualcuno, nel garage del condominio “Le Ali”, aveva bruciato l’auto che stava usando (una Fiat Punto) dopo averla cosparsa di liquido infiammabile. (s.p.)
Gli uomini della sezione investigativa del commissariato di Olbia l’hanno incastrata pochi giorni fa (anche in questo caso l’accusa è di truffa aggravata) dopo la segnalazione del titolare di un rifornitore di carburante.
Che cosa avrebbe fatto stavolta? Si sarebbe spacciata per l’avvocato di una ricca famiglia di russi con casa a Porto Rotondo, sostenendo di dover occuparsi per loro dell’acquisto di gasolio da trasportare all’interno di alcune taniche. E il pagamento? Una fattura alla fine del mese, per far preparare la quale la donna avrebbe però fornito una partita iva falsa. Sonia Fiori, come ha fatto sapere la polizia, avrebbe quindi fatto un rifornimento complessivo di gasolio di circa 7mila euro (in più riprese) senza però pagare nulla. Ed è stato quando doveva essere emessa la fattura che gli investigatori del commissariato, guidati dal dirigente Fernando Spinicci, hanno identificato e denunciato la responsabile.
Sull’ultima inchiesta in cui la donna era coinvolta (in passato è stata indagata anche per una serie di truffe ai condomini) i carabinieri avevano raccontato molti particolari della sua attività. In un comunicato avevano scritto che «Sonia Fiori prima acquistava gioielli pagandoli con assegni (che sono risultati contraffatti o privi di copertura) e poi andava immediatamente a rivenderli presso dei "Compro Oro" al fine di monetizzare velocemente la truffa consumata». Ma tra le truffe più gravi «aveva promosso e realizzato una raccolta fondi a favore di una bambina malata di leucemia - proseguiva il documento dei carabinieri - sfruttando tale situazione per intascarsi i soldi della raccolta e senza fare nulla a favore dei piccoli che soffrono realmente di questa gravissima patologia». E ancora: «Sempre millantando il titolo di avvocato mai conseguito - si leggeva ancora nella nota-, Sonia Fiori aveva anche promesso di garantire ad altre vittime la sua difesa, facendosi anticipare diverse migliaia di euro».
La donna, nell’aprile dell’anno scorso, era finita anche nel mirino di ignoti attentatori: qualcuno, nel garage del condominio “Le Ali”, aveva bruciato l’auto che stava usando (una Fiat Punto) dopo averla cosparsa di liquido infiammabile. (s.p.)
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