Da Scampia alla Costa per vendere Rolex falsi
di Guido Piga
La finanza blocca un campano: aveva 350 orologi nascosti ingegnosamente Il comandante Salvagno: «Sul mercato nero vengono pagati anche 350 euro»
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OLBIA. È un classico dell’estate, in Costa Smeralda e dintorni: la vendita dei Rolex falsi, in spiaggia, è un appuntamento immancabile e un affare da molti zero. L’illusione di avere un oggetto cult anche senza poterselo permettere, forse; la soddisfazione di credere di fare un affarone, visto che le copie, per un profano, sono sempre più simili agli originali, anche: fatto sta che quel mercato, incredibilmente, non conosce crisi.
Ogni estate, c’è sempre qualcuno - più di uno; anzi, vari gruppi, a volte in concorrenza - che vende gli orologi svizzeri contraffatti e c’è sempre qualcuno che li compra o che va proprio a cercare i rivenditori in nero per avere uno modello.
Ieri la guardia di finanza di Olbia ha stoppato uno di questi rivenditori del falso: arrivava dalle Vele di Scampia, i complessi edilizi resi famosi da Gomorra, libro e serie tv, e nella sua auto, nuova di zecca, aveva oltre 350 Rolex.
Falsi, falsissimi, ma capaci di generare un ritorno economico altissimo. «Se nella penisola un Rolex falso viene venduto a 50-60 euro, massimo 100 euro, in Costa Smeralda, d’estate, viene venduto dai 250 ai 350 euro» dice Marco Salvagno, comandante della guardia di finanza di Olbia. Dunque, se il rivenditore di Scampia non fosse stato bloccato, appena sbarcato all’Isola Bianca, avrebbe “fatturato”, per lui o chissà per chi, qualcosa come 100 mila euro. Questo perché in Costa Smeralda i turisti, stranieri in larga parte, ma anche italiani, non badano a spese per avere al polso quel simbolo di lusso. «Noi cerchiamo di bloccare i traffici di oggetti contraffatti a monte» chiarisce Salvagno. Una scelta meno visibile - le fiamme gialle non vanno sempre in spiaggia - ma più efficace: la Ford Focus su cui viaggiava il rivenditore, di 40 anni, denunciato per contraffazione ricettazione, era stata modificata da mani esperte: i Rolex erano nascosti dentro alcuni vani ricavati sotto i sedili, e collegati a un comando, nella portiera posteriore sinistra, che ne permetteva l’apertura. Segno che dietro quei Rolex falsi c’era un’organizzazione forte.
E quasi a confermare la pista investigativa, in serata è arrivata una conferma: la polizia locale di Arzachena ha beccato un senegalese che cercava di rifilare Rolex falsi e borse false nella spiaggia della Celvia. Alla vista degli agenti, è scappato, abbandonando tutta la sua merce del valore di 10 mila euro. I testimoni hanno detto: «Stava vendendo i Rolex a 250 euro». Il comandante della polizia locale Andrea Becciu: «Stiamo indagando per capire se ci sia una rete, dietro i venditori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ogni estate, c’è sempre qualcuno - più di uno; anzi, vari gruppi, a volte in concorrenza - che vende gli orologi svizzeri contraffatti e c’è sempre qualcuno che li compra o che va proprio a cercare i rivenditori in nero per avere uno modello.
Ieri la guardia di finanza di Olbia ha stoppato uno di questi rivenditori del falso: arrivava dalle Vele di Scampia, i complessi edilizi resi famosi da Gomorra, libro e serie tv, e nella sua auto, nuova di zecca, aveva oltre 350 Rolex.
Falsi, falsissimi, ma capaci di generare un ritorno economico altissimo. «Se nella penisola un Rolex falso viene venduto a 50-60 euro, massimo 100 euro, in Costa Smeralda, d’estate, viene venduto dai 250 ai 350 euro» dice Marco Salvagno, comandante della guardia di finanza di Olbia. Dunque, se il rivenditore di Scampia non fosse stato bloccato, appena sbarcato all’Isola Bianca, avrebbe “fatturato”, per lui o chissà per chi, qualcosa come 100 mila euro. Questo perché in Costa Smeralda i turisti, stranieri in larga parte, ma anche italiani, non badano a spese per avere al polso quel simbolo di lusso. «Noi cerchiamo di bloccare i traffici di oggetti contraffatti a monte» chiarisce Salvagno. Una scelta meno visibile - le fiamme gialle non vanno sempre in spiaggia - ma più efficace: la Ford Focus su cui viaggiava il rivenditore, di 40 anni, denunciato per contraffazione ricettazione, era stata modificata da mani esperte: i Rolex erano nascosti dentro alcuni vani ricavati sotto i sedili, e collegati a un comando, nella portiera posteriore sinistra, che ne permetteva l’apertura. Segno che dietro quei Rolex falsi c’era un’organizzazione forte.
E quasi a confermare la pista investigativa, in serata è arrivata una conferma: la polizia locale di Arzachena ha beccato un senegalese che cercava di rifilare Rolex falsi e borse false nella spiaggia della Celvia. Alla vista degli agenti, è scappato, abbandonando tutta la sua merce del valore di 10 mila euro. I testimoni hanno detto: «Stava vendendo i Rolex a 250 euro». Il comandante della polizia locale Andrea Becciu: «Stiamo indagando per capire se ci sia una rete, dietro i venditori».
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