Beffati i noleggiatori di Tempio: 5 licenze a Firenze e Roma
di Angelo Mavuli
Pubblicata la graduatoria comunale, solo una in città Monta la protesta: «Sono posti di lavoro che perdiamo»
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TEMPIO. La pubblicazione - definita “provvisoria” dai funzionari comunali - della graduatoria per l’assegnazione di sei licenze per l’esercizio dell’attività di autonoleggio con conducente sta suscitando proteste, commenti, battute e richieste di accesso agli atti. Delle sei autorizzazioni, infatti, cinque sono state assegnate fra Roma, Firenze e Napoli; una sola a Tempio.
Sulla vicenda hanno preso posizione Adriano Bosio, segretario nazionale della Federazione autonoleggiatori italiani trasporto persone (Fai), e Pietro Occhioni (autonoleggiatore di Tempio, che si è mosso a titolo personale, pur facendo parte anche lui del Fai, hanno presentato una richiesta di accesso agli atti, già protocollata in municipio.
E’ andato invece oltre Antonello Fois, noleggiatore a sua volta, che ha presentato un lungo ricorso contro la graduatoria.
«Non è servito a niente - scrive Antonello Fois, ex poliziotto del commissariato di Tempio - ricordare ai funzionari che un autista gallurese, per ottenere un’autorizzazione, deve sostenere un esame alla Camera di commercio di Sassari, basato anche su domande relative alla toponomastica e al turismo nel Nord Sardegna. Così come non è servito a niente far notare che se qualche conducente gallurese volesse operare ad esempio a Roma, o in altre parte d’Italia, non potrebbe farlo poiché è richiesta l’iscrizione al ruolo conducenti della città dove si opera».
«Completamente ignorato - prosegue Antonello Fois - il dettato della legge numero 12 del 1992 che impone ai titolari delle autorizzazioni al termine del servizio di rientrare in rimessa, che per legge deve essere obbligatoriamente ubicata nel Comune che rilascia la licenza. A meno che nel nostro Comune non vi sia qualche funzionario, convinto che al termine del servizio, ogni sera, le quattro autovetture, “ormai continentali”, prendano il traghetto per tornare a Tempio...».
Fois lamenta anche la poca attenzione del Comune all’aspetto occupazionale legato alla vicenda: «In una città dilaniata dalla crisi occupazionale, vedi comparto sughero, e dall’incertezza sul suo ruolo, vedi tribunale e ospedale Paolo Dettori - attacca Fois - si toglie la possibilità di creare quattro nuove aziende con l’assunzione di otto, forse dieci lavoratori. Posti di lavoro che sarebbero rimasti in città e che invece volano via per sempre, in quanto le autorizzazioni in oggetto sono per legge irripetibili con la conseguenza che a Tempio non ne verranno assegnate mai più se verrà confermata l’assurda graduatoria».
Fois, ironicamente, conclude alludendo alla meraviglia di qualche gallurese che sbarcando a Fiumicino, e dovendosi servire di un auto con conducente, vedrà accanto alla targa la dicitura “Comune di Tempio Pausania”, con tanto di stemma col Gallo di Gallura...
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sulla vicenda hanno preso posizione Adriano Bosio, segretario nazionale della Federazione autonoleggiatori italiani trasporto persone (Fai), e Pietro Occhioni (autonoleggiatore di Tempio, che si è mosso a titolo personale, pur facendo parte anche lui del Fai, hanno presentato una richiesta di accesso agli atti, già protocollata in municipio.
E’ andato invece oltre Antonello Fois, noleggiatore a sua volta, che ha presentato un lungo ricorso contro la graduatoria.
«Non è servito a niente - scrive Antonello Fois, ex poliziotto del commissariato di Tempio - ricordare ai funzionari che un autista gallurese, per ottenere un’autorizzazione, deve sostenere un esame alla Camera di commercio di Sassari, basato anche su domande relative alla toponomastica e al turismo nel Nord Sardegna. Così come non è servito a niente far notare che se qualche conducente gallurese volesse operare ad esempio a Roma, o in altre parte d’Italia, non potrebbe farlo poiché è richiesta l’iscrizione al ruolo conducenti della città dove si opera».
«Completamente ignorato - prosegue Antonello Fois - il dettato della legge numero 12 del 1992 che impone ai titolari delle autorizzazioni al termine del servizio di rientrare in rimessa, che per legge deve essere obbligatoriamente ubicata nel Comune che rilascia la licenza. A meno che nel nostro Comune non vi sia qualche funzionario, convinto che al termine del servizio, ogni sera, le quattro autovetture, “ormai continentali”, prendano il traghetto per tornare a Tempio...».
Fois lamenta anche la poca attenzione del Comune all’aspetto occupazionale legato alla vicenda: «In una città dilaniata dalla crisi occupazionale, vedi comparto sughero, e dall’incertezza sul suo ruolo, vedi tribunale e ospedale Paolo Dettori - attacca Fois - si toglie la possibilità di creare quattro nuove aziende con l’assunzione di otto, forse dieci lavoratori. Posti di lavoro che sarebbero rimasti in città e che invece volano via per sempre, in quanto le autorizzazioni in oggetto sono per legge irripetibili con la conseguenza che a Tempio non ne verranno assegnate mai più se verrà confermata l’assurda graduatoria».
Fois, ironicamente, conclude alludendo alla meraviglia di qualche gallurese che sbarcando a Fiumicino, e dovendosi servire di un auto con conducente, vedrà accanto alla targa la dicitura “Comune di Tempio Pausania”, con tanto di stemma col Gallo di Gallura...
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