Piazze e spiagge inaccessibili un’altra estate nera per i disabili
Il Psd’Az protesta contro le catene nell’area davanti all’ufficio turistico comunale, sul lungomare Lidia Fancello: nei litorali mancano spazi attrezzati e personale addestrato per i portatori di handicap
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Da tempo il Psd’Az sta conducenfo una dura battaglia per la libera fruizione degli spazi urbani in città. Prima il braccio di ferro per l’accesso ai cani nell’area verde davanti al museo, adesso le barriere architettoniche in centro e nelle spiagge. «Che questa amministrazione comunale fosse poco attenta ai problemi della disabilità e alle barriere architettoniche lo si era già capito da parecchi segnali – dice Lidia Fancello, segretario della sezione Oggiano del Psd’Az – ma con la recinzione a paletti e catene dello spazio antistante il municipio, si sta rasentando un uso arbitrario di aree pubbliche».
Il Psd’az spiega che la recinzione riguarda tutto il perimetro tranne due varchi: uno affianco all’entrata principale del palazzo comunale e uno che da direttamente sulla via Principe Umberto ad uso esclusivo del trenino turistico. Per tutti gli altri, mamme con bimbi in passeggino e disabili in carrozzina o condotti per mano, che arrivano da Via Garibaldi o da via Genova, diventa difficile e per alcuni impossibile entrare nella piazzola. Sino all’altro ieri addirittura alcune grandi fioriere impedivano quasi completamente l’ingresso nella piazza. Almeno quelle sono state rimosse, ma l’accesso comunque non è dei più agevoli. «Ammesso e non concesso che si riesca ad aggirare gli ostacoli costituiti da parcheggi selvaggi e rastrelliera per biciclette – aggiunge Lidia Fancello – quando finalmente si riesce a entrare nella piazza, dove peraltro c’è sede dell’ufficio informazioni turistiche, si scopre che lo spazio è stato destinato alla sosta del trenino per turisti. «Si sarebbe potuta individuare una sosta diversa per il trenino – dice ancora il Psd’Az – per esempio al Molo Brin, ormai vocato ai parcheggi, invece si è voluto privilegiare un veicolo, che per quanto utile, di fatto sottrae spazio ai pedoni, disabili e non».
Quello della “città proibita” ai disabili è un tema ben più generale della piazzetta incatenata davanti al municipio. «La città non può essere solo vetrina per i turisti – dice ancora Lidia Fancello – è la vivibilità per i suoi abitanti il vero parametro di civiltà. Il tempo di vacanze, di mare e di spensieratezza qua è solo per chi è sano. È invece negato a chi non può muoversi o deve comunque essere accompagnato. Il sogno delle associazioni di volontariato e delle singole famiglie è di arrivare ad una piena fruizione del sistema balneare, dal momento in cui il disabile esce da casa al momento in cui arriva in spiaggia, tutto in autonomia. Dunque con fermate atte alla sosta di carrozzine, autobus dotati di passerelle e operatori a bordo, percorsi protetti fino alla spiaggia e infine il grande sogno: un arenile veramente attrezzato per accogliere i disabili. Gazebo, personale addestrato, attrezzature per la deambulazione su sabbia e natanti adatti per un bagno in tutta sicurezza. Auspichiamo dunque che il nuovo Pul non si limiti a prevedere solo passerelle e bagni chimici, ma che realizzi una filosofia all’insegna dell’accoglienza e del benessere dei cittadini più deboli.
Il Psd’az spiega che la recinzione riguarda tutto il perimetro tranne due varchi: uno affianco all’entrata principale del palazzo comunale e uno che da direttamente sulla via Principe Umberto ad uso esclusivo del trenino turistico. Per tutti gli altri, mamme con bimbi in passeggino e disabili in carrozzina o condotti per mano, che arrivano da Via Garibaldi o da via Genova, diventa difficile e per alcuni impossibile entrare nella piazzola. Sino all’altro ieri addirittura alcune grandi fioriere impedivano quasi completamente l’ingresso nella piazza. Almeno quelle sono state rimosse, ma l’accesso comunque non è dei più agevoli. «Ammesso e non concesso che si riesca ad aggirare gli ostacoli costituiti da parcheggi selvaggi e rastrelliera per biciclette – aggiunge Lidia Fancello – quando finalmente si riesce a entrare nella piazza, dove peraltro c’è sede dell’ufficio informazioni turistiche, si scopre che lo spazio è stato destinato alla sosta del trenino per turisti. «Si sarebbe potuta individuare una sosta diversa per il trenino – dice ancora il Psd’Az – per esempio al Molo Brin, ormai vocato ai parcheggi, invece si è voluto privilegiare un veicolo, che per quanto utile, di fatto sottrae spazio ai pedoni, disabili e non».
Quello della “città proibita” ai disabili è un tema ben più generale della piazzetta incatenata davanti al municipio. «La città non può essere solo vetrina per i turisti – dice ancora Lidia Fancello – è la vivibilità per i suoi abitanti il vero parametro di civiltà. Il tempo di vacanze, di mare e di spensieratezza qua è solo per chi è sano. È invece negato a chi non può muoversi o deve comunque essere accompagnato. Il sogno delle associazioni di volontariato e delle singole famiglie è di arrivare ad una piena fruizione del sistema balneare, dal momento in cui il disabile esce da casa al momento in cui arriva in spiaggia, tutto in autonomia. Dunque con fermate atte alla sosta di carrozzine, autobus dotati di passerelle e operatori a bordo, percorsi protetti fino alla spiaggia e infine il grande sogno: un arenile veramente attrezzato per accogliere i disabili. Gazebo, personale addestrato, attrezzature per la deambulazione su sabbia e natanti adatti per un bagno in tutta sicurezza. Auspichiamo dunque che il nuovo Pul non si limiti a prevedere solo passerelle e bagni chimici, ma che realizzi una filosofia all’insegna dell’accoglienza e del benessere dei cittadini più deboli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
