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processo al qaeda 

Droga e sequestri finanziavano la Jihad

Droga e sequestri finanziavano la Jihad

SASSARI. I legami tra presunti terroristi sotto processo nell’aula bunker di Bancali e la criminalità comune pakistana sono comparsi, ieri mattina, nella ricostruzione investigativa illustrata alla...

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SASSARI. I legami tra presunti terroristi sotto processo nell’aula bunker di Bancali e la criminalità comune pakistana sono comparsi, ieri mattina, nella ricostruzione investigativa illustrata alla corte d’Assise dal capo della Digos di Sassari, il vice questore aggiunto Mario Carta. «Allah li punirà, la Jihad non si finanzia con la droga», è una delle tante frasi che la Digos di Sassari intercettò nell’ambito dell’indagine che portò in cella, nell’aprile del 2015, 13 presunti affiliati ad Al Qaeda, l’organizzazione terroristica guidata dal defunto Osama Bin Laden. Ma i contatti tra la cellula sarda, guidata da Sultan Wali Khan, e i gruppi criminali che agivano in Pakistan commercializzando eroina Afgana e gestendo il sequestro di persona dei notabili locali erano stati evidenziati anche in una duplice inchiesta su un traffico di droga internazionale portata avanti dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli che, con i colleghi di Macerata, avevano indagato e fatto condannare un gruppo di pakistani per traffico internazionale di eroina. Due dei collaboratori di giustizia che, in quei procedimenti penali, diedero informazioni utili per sgominare il sodalizio criminale potrebbero essere sentiti dalla corte d’Assise di Sassari. Il processo riprende oggi. (g.p.c.)

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