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Chirurgia riapre, ma l’isola non cede sul Punto nascita

Chirurgia riapre, ma l’isola non cede sul Punto nascita

La Maddalena, l’emendamento regionale salva l’ospedale ma non tutti i servizi Montella: «Non basta». Lai: «I diritti non si barattano». Pedroni: «Strada giusta»

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LA MADDALENA. L’emendamento approvato dalla commissione regionale Sanità salva il Paolo Merlo insieme ad altri 4 piccoli ospedali di aree disagiate. Per il presidio maddalenino, oltre al mantenimento del reparto di medicina è prevista la riattivazione del reparto chirurgia, chiuso qualche anno fa. La riforma dovrà essere votata dal Consiglio. La notizia suscita solo un sospiro di sollievo per maggioranza e opposizione. E non fa abbassare gli scudi in difesa di tutti gli altri servizi dell’ospedale, come il Punto nascita e la pediatria. Il team chirurgico, compreso l’anestesista, è scritto nell'emendamento, sarà in stretto contatto con il pronto soccorso e garantirà anche gli interventi di urgenza, mentre quelli in stato d'emergenza dovranno essere garantiti dall'ospedale territoriale di riferimento. Superato il problema dei posti letto da assegnare alla chirurgia: non rientrano fra i 20 del reparto di medicina generale, saranno supplementari con un’assegnazione decisa di volta in volta da urgenze o operazioni programmate. La guardia è sempre alta. «Mantengo prudenza e riserva – dichiara il sindaco Luca Montella –. Continuiamo a chiedere il mantenimento di tutti i servizi cancellati. I risultati si vedono all'arrivo e per iscritto. Attendo il risultato finale, la nostra rivendicazione del diritto alla salute più ampia dell'emendamento approvato dalla commissione regionale. Sarò lieto di dare i meriti quando sarà il momento, non prima». Polemico l’ex vice sindaco Fabio Lai. «Non si parla più di Pediatria, Punto nascita e camera iperbarica. È inaccettabile, i diritti non si barattano – afferma –. O l'ospedale torna come era o il danno causato dalla maggioranza regionale sarà indelebile e a nulla serviranno trucchetti vari per cercare di nasconderlo Si è ribellata tutta la Sardegna, la Regione si è resa conto che sta perdendo molti consensi. E così ha deciso di posticipare e probabilmente di modificare in parte la riforma. Ma non facciano passare il mantenimento o il potenziamento di alcuni reparti come risultati a fronte dello smantellamento o della sospensione di altri».

Per l’opposizione consiliare l'ospedale deve essere trattato con attenzione particolare rispetto agli altri piccoli presidi sardi. «Vanno nella giusta direzione le mozioni presentate in commissione dal consigliere Pierfranco Zanchetta – afferma il capogruppo del Vento che cambia, Gaetano Pedroni –. Siamo però molto cauti. Manteniamo alta la guardia. Argomenti come il rafforzamento dell'emergenza urgenza, il mantenimento dei servizi sanitari essenziali, compreso il Punto nascita, sono irrinunciabili per la comunità isolana. Il Consiglio regionale non può imporre scelte non condivise dai territori».

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