La Nuova Sardegna

Olbia

I bagnanti: via la posidonia dalla spiaggia

di Dario Budroni
I bagnanti: via la posidonia dalla spiaggia

Rivolta allo Squalo, turisti e operatori chiedono al Comune di rimuovere i banchi formati dalla pianta acquatica

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OLBIA. In spiaggia non si sente volare una mosca. Lungo il lato sinistro dello Squalo il silenzio regna sovrano. Sembra di stare in pieno inverno, invece siamo quasi ad agosto in una delle spiagge più frequentate in assoluto, almeno fino a un anno fa. Il quadro generale lo illustra bene Melania Maimone, una giovane bagnina rimasta senza materia prima: i bagnanti. «Qualche volta capita di non affittare neanche un lettino, qui ormai non ci viene più nessuno» dice la ragazza. A tenere lontane le persone dallo Squalo è la posidonia. Tantissima. Nel raggio di cento metri non si conta neanche un ombrellone. Da mesi l’arenile è totalmente invaso dalla pianta acquatica, mentre nel resto delle spiagge la situazione è decisamente migliore. Il Comune, anche due notti fa, ne ha raccolto una piccola parte e l’ha depositata alle spalle del lido. Dopo la stagione turistica sarà rimessa al suo posto per proteggere il litorale dall’erosione. Ma al momento la situazione resta critica. Il Comune sta in qualche modo cercando di risolvere la questione, anche se mezza estate è ormai volata via. «Stiamo individuando un’area che possa momentaneamente contenere tutta la posidonia dello Squalo» è il commento di Gesuino Satta, assessore comunale all’Ambiente.

Turisti sorpresi. Nei pressi degli scogli dello Squalo, davanti all’omonimo ristorante, si aggirano due turiste. Conoscono bene l’importanza della posidonia, che serve a proteggere la spiaggia dall’erosione. Ma la situazione, per loro, è comunque insostenibile. «Abbiamo preso una casa in affitto proprio qui – spiega Emilia Petti, romana –. Eravamo già stati allo Squalo, un vero paradiso, e quindi abbiamo deciso di tornarci. Invece quest’anno non possiamo neanche camminare sul bagnasciuga. Abbiamo più volte contattato il Comune. Sappiamo che hanno mandato dei mezzi, ma non sono riusciti a togliere la posidonia». Caterina Di Gregorio racconta la stessa storia: «Lo scorso anno questa spiaggia era bellissima. Sappiamo quanto sia importante la posidonia, infatti è giusto raccoglierla e conservarla. Ma così è troppo. Se l’avessimo saputo prima, avremmo preso la casa da un’altra parte. Le altre spiagge sono pulite».

Clienti col contagocce. Anche le casse del ristorante Lo Squalo devono fare i conti con la posidonia. «Il problema è serio, abbiamo perso tantissimi clienti – dice Alfredo Patti, il maître –. In spiaggia non c’è nessuno e di conseguenza, dalla mattina al pomeriggio, lavorare diventa impossibile. Ormai abbiamo clienti solo a cena». Il ristorante ha in concessione un pezzetto di spiaggia. «Le sdraio sono vuote – continua Alfredo Patti -. Il Comune ultimamente è intervenuto, ma la situazione è sempre critica. Bisognava muoversi molto prima, non adesso».

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