Canneto-trappola, una petizione
di Walkiria Baldinelli
Porto Pozzo, dopo l’incendio gli abitanti accusano: fate ripulire i terreni vicino alle case e ai residence
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SANTA TERESA. A Porto Pozzo è tornata la quiete dopo la notte da incubo di quattro giorni fa e le giornate seguenti da bollino rosso. Spenti gli ultimi focolai dell'incendio divampato nel centro abitato della frazione che si affaccia sulla Baia d'Ulisse si infiamma la polemica degli abitanti e dei proprietari di seconde case. Chiedono al sindaco Stefano Pisciottu, accorso in paese la notte infernale, «l'impegno di far rispettare ai proprietari dei terreni confinanti con gli edifici le prescrizioni regionali antincendio che prevedono fasce parafuoco. Chiediamo – si legge nella lettera che accompagna una petizione – che provvedano alla pulizia per eliminare la ricrescita di canneti vicino al centro abitato». La notte a cavallo tra il 24 e il 25 luglio in paese c'era l'inferno. Un centinaio di persone, soprattutto villeggianti, alloggiati in hotel, condomini e abitazioni, sono scese in fretta e furia sulla statale 133 bis che divide in due il paese. Il rogo divampato alle 1.45 da un canneto vicino l condominio Thomas, vicino a uno dei due ingressi della frazione, in pochi minuti ha lambito gli edifici. È stato domato da vigili del fuoco, da squadre della protezione civile di San Pasquale, Santa Teresa, Palau e dalla forestale, consentendo dopo 4 ore a turisti e abitanti di rientrare nei residence e nelle case. Alimentate dal vento le fiamme hanno ripreso poi vigore nel punto in cui erano state domate. Un'area circoscritta di vegetazione, poco distante da dove la lingua di fuoco ha divorato 2 ettari di terreno tra canneti e macchia mediterranea, in parte già bruciata. Il rogo è doloso. Le indagini coordinate dal direttore dell'ispettorato della forestale di Tempio, Giancarlo Muntoni, sono ancora in corso.
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