L’assessore difende la tassa di soggiorno: «Strategia vincente»
di Tiziana Simula
Marco Balata scommette sui benefici del nuovo balzello «Vogliamo creare un prodotto appetibile per tutto l’anno»
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Lui è pronto a scommetterci sui benefici per il territorio della tassa di soggiorno. «Molti degli operatori che oggi sono scettici, si ricrederanno», dice l’assessore al turismo Marco Balata. Che spiega l’obiettivo dell’amministrazione: «Creare un prodotto turistico appetibile 365 giorni l’anno slegato dal mare, in sinergia anche con gli altri comuni, sfruttando i vantaggi offerti dalla presenza dell’aeroporto e del porto».
Il balzello sulle vacanze decollerà il 1 novembre. La notizia era stata accolta con disappunto da Federalberghi e Confcommercio che l’hanno definita «inutile e dannosa», contestando alcuni punti del regolamento. A cominciare dal periodo di applicazione: tutto l’anno. Gli albergatori sostengono che non abbia senso applicarla dal 1 novembre al 31 marzo, mesi in cui non c’è turismo e gran parte degli alberghi chiude, dicono. A pagare la tassa nelle strutture ricettive saranno i sardi che si spostano per lavoro. Sì, invece dal 1 aprile al 31 ottobre, «mesi in cui si registra il 93- 95% del fatturato di tutto l’anno», avevano spiegato il presidente dell’Associazione albergatori Olbia, Fabio Fiori, e la vice presidente di Federalberghi Gallura Ramona Cherchi.
La strategia del Comune. «Vogliamo creare un prodotto turistico che sia capace di attirare flussi turistici italiani e stranieri 365 giorni l’anno, slegata, quindi, dal mare – spiega l’assessore Balata – Questa premessa è fondamentale per capire il perché vogliamo applicare una tassa di soggiorno tutto l’anno. Dobbiamo uscire dal concetto di destagionalizzazione. Per poter fare turismo tutto l’anno, abbiamo bisogno di valorizzare la nostra città, il nostro patrimonio naturale, creare eventi e soprattutto investire in una massiccia promozione per far sapere oltre Italia cosa offre il nostro territorio. Per fare questo, dobbiamo reinvestire la tassa di soggiorno, una tassa di scopo, per incrementare i servizi turistici. Sono convinto che otterremo risultati e benefici importanti, sia per i cittadini che per gli imprenditori dei vari settori». Una strategia che il comune di Olbia non vuole portare avanti in solitaria. «Per creare un prodotto turistico appetibile tutto l’anno è importante creare sinergie anche con gli altri comuni della Gallura con i quali abbiamo già cominciato a dialogare – aggiunge Balata – Così come è necessario sfruttare appieno i vantaggi dati dalla presenza del porto e soprattutto dell’aeroporto, con i collegamenti con le città d’Europa anche d’inverno». Nessun passo indietro, quindi, sull’applicazione della tassa tutto l’anno. «Se pensiamo che a pagare saranno solo i sardi che si spostano per lavoro, vuol dire che noi stessi siamo poco fiduciosi nell’andare a catalizzare un turista internazionale. Io sono convinto di riuscirci. Proponendo un format Gallura in sinergia con gli altri comuni e con l’aeroporto, sarà un format vincente. E sono certo che nel brevissimo periodo, gli operatori che ora protestano si ricrederanno della scelta fatta dal Comune». Dalla tassa di soggiorno, il Comune conta di incassare 2 milioni di euro l’anno.
Il balzello sulle vacanze decollerà il 1 novembre. La notizia era stata accolta con disappunto da Federalberghi e Confcommercio che l’hanno definita «inutile e dannosa», contestando alcuni punti del regolamento. A cominciare dal periodo di applicazione: tutto l’anno. Gli albergatori sostengono che non abbia senso applicarla dal 1 novembre al 31 marzo, mesi in cui non c’è turismo e gran parte degli alberghi chiude, dicono. A pagare la tassa nelle strutture ricettive saranno i sardi che si spostano per lavoro. Sì, invece dal 1 aprile al 31 ottobre, «mesi in cui si registra il 93- 95% del fatturato di tutto l’anno», avevano spiegato il presidente dell’Associazione albergatori Olbia, Fabio Fiori, e la vice presidente di Federalberghi Gallura Ramona Cherchi.
La strategia del Comune. «Vogliamo creare un prodotto turistico che sia capace di attirare flussi turistici italiani e stranieri 365 giorni l’anno, slegata, quindi, dal mare – spiega l’assessore Balata – Questa premessa è fondamentale per capire il perché vogliamo applicare una tassa di soggiorno tutto l’anno. Dobbiamo uscire dal concetto di destagionalizzazione. Per poter fare turismo tutto l’anno, abbiamo bisogno di valorizzare la nostra città, il nostro patrimonio naturale, creare eventi e soprattutto investire in una massiccia promozione per far sapere oltre Italia cosa offre il nostro territorio. Per fare questo, dobbiamo reinvestire la tassa di soggiorno, una tassa di scopo, per incrementare i servizi turistici. Sono convinto che otterremo risultati e benefici importanti, sia per i cittadini che per gli imprenditori dei vari settori». Una strategia che il comune di Olbia non vuole portare avanti in solitaria. «Per creare un prodotto turistico appetibile tutto l’anno è importante creare sinergie anche con gli altri comuni della Gallura con i quali abbiamo già cominciato a dialogare – aggiunge Balata – Così come è necessario sfruttare appieno i vantaggi dati dalla presenza del porto e soprattutto dell’aeroporto, con i collegamenti con le città d’Europa anche d’inverno». Nessun passo indietro, quindi, sull’applicazione della tassa tutto l’anno. «Se pensiamo che a pagare saranno solo i sardi che si spostano per lavoro, vuol dire che noi stessi siamo poco fiduciosi nell’andare a catalizzare un turista internazionale. Io sono convinto di riuscirci. Proponendo un format Gallura in sinergia con gli altri comuni e con l’aeroporto, sarà un format vincente. E sono certo che nel brevissimo periodo, gli operatori che ora protestano si ricrederanno della scelta fatta dal Comune». Dalla tassa di soggiorno, il Comune conta di incassare 2 milioni di euro l’anno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
