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In memoria di Are, il “tempiese” amico di Guareschi

TEMPIO. Santu Lussurgiu, il paese in cui è nato e di cui, in anni recenti, è stato anche sindaco, gli ha dedicato una piazza. A Tempio, dove, verso la fine degli anni ’30, iniziò la sua carriera di...

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TEMPIO. Santu Lussurgiu, il paese in cui è nato e di cui, in anni recenti, è stato anche sindaco, gli ha dedicato una piazza. A Tempio, dove, verso la fine degli anni ’30, iniziò la sua carriera di insegnante e filosofo, se ne conserva fortunatamente ancora il ricordo.

Studioso di Rosmini, raffinato e combattivo intellettuale cattolico, Diego Are fu nell’immediato secondo dopoguerra uno dei fondatori del “Movimento Giovanile di Unione e Fraternità”. L’atto pubblico con il quale il suo paese d’origine, a meno di venti anni dalla morte, ne ricorda in questi giorni la figura ne ha risvegliato anche a Tempio la memoria di quando, fresco di laurea, mosse i primi passi da insegnante in quello che allora era il “Reale Liceo Classico Giovanni Maria Dettori”.

Manlio Brigaglia, altro tempiese di grande prestigio, ricorda di averlo conosciuto proprio in quel periodo. Molti studenti vedevano in lui il carisma di un mistico. Allo stesso Brigaglia la figura dell’intellettuale lussurgese ricorda un po’ La Pira, altro cattolico che non ha disdegnato la carica di sindaco di una grande città come Firenze. Chi a Tempio rinverdisce con la propria testimonianza il ricordo di Are ama rievocarne soprattutto due eventi particolarmente importanti della vita. Innanzitutto, la sua idea, trasformata in prassi corrente, di un cattolicesimo militante aperto al dialogo e alle emergenze sociali. C’è poi il dato storico che fa di Diego Are un autentico irriducibile. Quando cadde il fascismo, rifiutò di passare nell’esercito della Repubblica di Salò. L’effetto di questa scelta tanto coraggiosa fu l’immediata incarcerazione. Venne così deportato in diversi lager tedeschi. È stato in questi luoghi di privazione e sofferenza che conosce Giovannino Guareschi, il geniale inventore della saga letteraria di “Peppone e don Camillo”, Giuseppe Lazzati, uno dei padri costituenti della Repubblica, e il filosofo Enzo Paci, futuro direttore della rivista “Aut Aut”. Una costellazione di menti illuminate alimentata anche dalla passione per la ricerca dell’ex professore del liceo tempiese, che, da sindaco di Santu Lussurgiu, farà della scuola uno degli ambiti privilegiati della sua amministrazione. (g.pu.)

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