La Nuova Sardegna

Olbia

Porto, cancelli chiusi all’imbarco La coop Friends: non si lavora

di Tiziana Simula
Porto, cancelli chiusi all’imbarco La coop Friends: non si lavora

Appello all’Autorità portuale dei giovani che da tre anni gestiscono il locale sul viale Isola Bianca  Il presidente Palmas: i passeggeri non possono raggiungerci, così si nega anche un servizio al turismo

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OLBIA. «Stanno lì, in fila per l’imbarco anche due ore sotto il sole cocente senza avere la possibilità di bere un bicchiere d’acqua fresca o utilizzare i servizi igienici. Più di una volta, qualcuno si aggrappa alle inferriate e ci chiama, ci chiede di portargli noi delle bottigliette d’acqua...Per il turismo è un disservizio, per noi, la fine della nostra attività. Niente passeggeri, niente lavoro».

L’esasperazione si percepisce in ogni parola nel racconto di Miro Palmas e Manuela Inzaino, due soci della cooperativa giovanile Friends che insieme a Giovanni Puddu e Andrea Saba gestiscono la trattoria, bar, pizzeria “Il faro” sul viale Isola Bianca, proprio all’ingresso degli imbarchi, di fronte al molo 8. Quattro soci, dieci persone in tutto al lavoro nel locale preso in affitto dall’Autorità portuale. Tre anni fa, l’avvio dell’attività. Che ora rischia di chiudere i battenti. «Lavoriamo soprattutto con gli imbarchi, i passeggeri in partenza sono i nostri clienti – spiega Miro, presidente della coop – Ma ora non possono più raggiungerci. L’Autorità portuale o chi di competenza ha chiuso il varco. I turisti non possono più entrare e uscire dai cancelli come accadeva tre anni fa. Quella è stata l’unica stagione in cui abbiamo lavorato bene. C’erano i controlli al varco e i passeggeri aveva la possibilità di entrare e uscire dalla zona dell’imbarco, usufruendo dei nostri servizi. Dall’anno scorso, dopo l’allarme terrorismo, ad agosto, quindi in piena stagione turistica, abbiamo cominciato ad avere problemi per la chiusura dei cancelli. In questi mesi, la sicurezza consentiva di uscire dal molo d’imbarco ma per rientrarci i passeggeri dovevano fare tutto il giro a piedi passando attraverso la stazione marittima. Quando lo scoprivano, ovviamente, ci rinunciavano: farsi una scarpinata sotto il sole cocente non piace a nessuno. Da venerdì scorso, i cancelli sono stati chiusi del tutto, creando un grosso disservizio per il turista e un danno a noi, rimasti senza clienti». I soci della coop insieme al titolare del chiosco di artigianato, attiguo al ristorante, che vive lo stesso disagio, hanno anche dato il via a una raccolta di firme. «I turisti si lamenta e hanno ragione – incalzano Miro e Manuela – Il primo anno, c’era la fila per entrare in bagno. Abbiamo quattro servizi igienici a disposizione. Prima di imbarcarsi, in tanti si fermavano da noi a mangiare. Ora nulla. Se le cose non cambiano, dando la possibilità ai clienti di raggiungerci, a fine stagione saremo costretti a mettere in liquidazione la cooperativa, debiti compresi». Anche ieri, alle 14.30, il molo 8 pullulava di macchine, tutte in fila per l’imbarco, molte col motore acceso per far funzionare l’aria condizionata in una giornata di caldo infernale. «L’anno scorso, alla chiusura del bilancio ci abbiamo rimesso di tasca 50mila euro – spiegano Miro e Manuela, mentre se ne stanno seduti nel locale deserto con lo sguardo rivolto verso quei potenziali clienti pronti a prendere il largo – Così non ce la facciamo, abbiamo debiti anche con l’affitto. Se la situazione non cambia, a fine estate chiudiamo».

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