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Olbia

I vandali devastano due chiese campestri La diocesi: vigliacchi

di Angelo Mavuli
I vandali devastano due chiese campestri La diocesi: vigliacchi

Il raid compiuto alla Madonna di "Mezaustu" e alla Trinità Don Tamponi: un’offesa alla fede e alla cultura dei galluresi

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TEMPIO. Due chiese campestri di Tempio, (La Trinitai, dedicata alla Santissima Trinità e Mezaustu, dedicata alla Madonna Assunta, entrambe appartenenti alla Parrocchia di San Giuseppe), a un tiro di schioppo dalla città, fra le più venerate e amate, sono state violate ieri con atti sacrileghi di incredibile brutalità.

L’autore o gli autori del gesto – sul quale indagano i carabinieri della compagnia di Tempio al comando del capitano Ilaria Campeggio – nella chiesetta di Mezaustu, sempre aperta ai fedeli come tutte le chiese campestri della Gallura, hanno distrutto la statua della Maddonna Assunta, tagliandole le mani e schiacciandole il viso. Nella stessa chiesa hanno bruciato una piccola statua della Madonna prelevata da una cappella votiva poco lontana e sfregiato un quadro del Sacro Cuore. Nella chiesa della Trinitai, invece, con eguale ferocia è stata scaraventata a terra, dalla nicchia centrale, la statua che rappresentava il Padre il Figlio e lo Spirito Santo. Anche in questo caso a parte i danni provocati dalla caduta, evidenti appaiono le mutilazioni inferte agli arti e al volto. Sempre nella stessa chiesa una statua lignea della Madonna è stata mutilata della mano destra e poi data alle fiamme. Prima di allontanarsi sul registro delle firme è statp scritto un delirante messaggio; «Contro l’idolatria e contro il culto degli idoli. Si ritorni al culto di Dio».

L’accaduto è stato scoperto nel tardo pomeriggio a Mezaustu dai proprietari di un vigneto vicino che come tutti giorni entravano nella chiesa per una preghiera e che hanno dato immediatamente l’allarme ai carabinieri. Un ulteriore controllo alla vicina chiesetta di La Trinitai ha confermato la paura che chi avesse agito potesse averlo fatto anche nella chiese vicine. Durisso don Francesco Tamponi, responsabile dei beni culturali della diocesi: «Un gesto da vigliacchi, che offende la fede e la cultura dei galluresi». Sul posto anche il parroco monsignor Giovanni Maria Pittorru, parroco di San Giuseppe da cui le due chiesette dipendono, il sindaco Andrea Biancareddu accompagnato dall’assessore Francesco Quargnenti. «Un atto sacrilego – ha detto Biancareddu – che offende profondamente la città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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