Il Pd: «No alla tassa di soggiorno»
Golfo Aranci, il segretario Viola accusa il sindaco Fasolino: decisione assurda
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GOLFO ARANCI. Fa discutere l’istituzione della tassa di soggiorno a Golfo Aranci. Così come accaduto a Olbia, il provvedimento ha lasciato perplessi gli operatori turistici. Nel caso di Golfo Aranci, poi, decisamente contrari gli oppositori politici dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Fasolino, di Forza Italia.
All’attacco ad esempio, il Partito democratico. «Ormai Golfo Aranci è il paese delle tasse, e di quelle più alte – protesta Andrea Viola, segretario cittadino del Pd – da quando il sindaco ha deciso di sperperare ogni euro pubblico per feste e iniziative prive di alcuna utilità per tutto il paese le tasse e le aliquote comunali oltre a essere aumentate sono state anche estese su ogni cosa. Dai parcheggi blu in tutto il territorio a quelli nelle spiagge e ora anche su hotel, seconde case, autocaravan e barche. Una tassa di soggiorno che si estende in maniera assurda ed illegittima su ogni singolo approdo e sulle case. A Golfo Aranci le seconde case sono quasi l’80% del patrimonio immobiliare. Una tassa assurda di 150 euro ad abitazione che va ad aggiungersi all Imu. Per non parlare della assurda tassazione sui posti barca e il singolo approdo in barca». «Il sindaco e consigliere regionale di Forza Italia – aggiunge Viola – quando l’allora presidente della Regione, Renato Soru, provò a tassare le grandi imbarcazioni fu il primo a inveire e accusare di poca attenzione al turismo. Ora, evidentemente spinto dalla caccia a nuovi soldi da spendere in altri megalomani eventi, le tasse comunali si estendono a tutto. Una spirale compulsiva assurda che sta portando Golfo Aranci a diventare il paese delle tasse. Milioni di euro gettati per feste ed eventi sicuramente appariscenti ma poco utili per le vere necessità del paese e dei turisti». «Niente servizi e niente utilità per i cittadini – conclude il segretario del Pd – basti vedere i dati sulle mete più gettonate della Sardegna per notare che Golfo Aranci non figura fra le prime. Città che non spendono milioni in bagordi ma che hanno una reale programmazione».
All’attacco ad esempio, il Partito democratico. «Ormai Golfo Aranci è il paese delle tasse, e di quelle più alte – protesta Andrea Viola, segretario cittadino del Pd – da quando il sindaco ha deciso di sperperare ogni euro pubblico per feste e iniziative prive di alcuna utilità per tutto il paese le tasse e le aliquote comunali oltre a essere aumentate sono state anche estese su ogni cosa. Dai parcheggi blu in tutto il territorio a quelli nelle spiagge e ora anche su hotel, seconde case, autocaravan e barche. Una tassa di soggiorno che si estende in maniera assurda ed illegittima su ogni singolo approdo e sulle case. A Golfo Aranci le seconde case sono quasi l’80% del patrimonio immobiliare. Una tassa assurda di 150 euro ad abitazione che va ad aggiungersi all Imu. Per non parlare della assurda tassazione sui posti barca e il singolo approdo in barca». «Il sindaco e consigliere regionale di Forza Italia – aggiunge Viola – quando l’allora presidente della Regione, Renato Soru, provò a tassare le grandi imbarcazioni fu il primo a inveire e accusare di poca attenzione al turismo. Ora, evidentemente spinto dalla caccia a nuovi soldi da spendere in altri megalomani eventi, le tasse comunali si estendono a tutto. Una spirale compulsiva assurda che sta portando Golfo Aranci a diventare il paese delle tasse. Milioni di euro gettati per feste ed eventi sicuramente appariscenti ma poco utili per le vere necessità del paese e dei turisti». «Niente servizi e niente utilità per i cittadini – conclude il segretario del Pd – basti vedere i dati sulle mete più gettonate della Sardegna per notare che Golfo Aranci non figura fra le prime. Città che non spendono milioni in bagordi ma che hanno una reale programmazione».
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