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Olbia

Abitazioni, una scuola e un canile ecco i dimenticati della “4 corsie”

di Dario Budroni
Abitazioni, una scuola e un canile ecco i dimenticati della “4 corsie”

Il taglio del nastro con il ministro, ma tutt’intorno alla nuova strada molte opere dimenticate L’istituto agrario privato del bacino per le colture, una famiglia isolata, la Lida senza protezioni

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OLBIA. Il nastro tricolore è stato tagliato in due, le auto sfrecciano beate sull’asfalto nuovo di zecca, ma tutto attorno è il solito groviglio di transenne e lavori lasciati a metà. A una decina di giorni dall’inaugurazione del lotto 9 della Olbia-Sassari, alla presenza del ministro Graziano Delrio, la situazione ai lati della quattro corsie continua a essere da codice rosso. Terminati i lavori, niente è stato ripristinato. Per esempio c’è una famiglia che è ancora prigioniera del cantiere. E poi c’è una scuola, l’istituto agrario Amsicora, che a un mese dal suono della campanella si ritrova ancora senza recinzione e senza più il laghetto che un tempo serviva le colture.

I problemi della scuola. All’Ipaa-Amsicora la situazione non è delle migliori. «Non è stato ripristinato nulla», spiega il dirigente Gianluca Corda. La recinzione non c’è più: se ne sono accorti anche i ladri, che più volte si sono intrufolati nell’istituto. Poi è stato interrotto l’ingresso principale e gli studenti saranno costretti a percorrere un tratto della Olbia-Loiri privo di marciapiede. Il laghetto dell’istituto, fondamentale per le colture, era stato eliminato e mai più ripristinato: serviva alla raccolta delle acque piovane e all’approvvigionamento idrico dell’azienda agraria della scuola. L’Anas, comunque, aveva destinato alcuni fondi, per il ripristino del bacino, alla Provincia. Il proprietario della scuola e dei terreni, però, è il Comune, anche se l’istituto è gestito dalla Provincia. «Ci auguriamo che Comune e provincia di Sassari trovino un accordo per incassare l’indennità di esproprio – dice Corda -. E ci auguriamo che l’impresa sistemi ingresso e recinzione».

Una casa prigioniera. In zona Colcò, ai piedi della nuova rampa che conduce all’aeroporto, c’è una casa. Ci abitano Pierre Canu e Giovannina Deiana, che in questi anni ne hanno viste di tutti i colori. «Dall’Anas ci hanno detto che a settembre risolveranno tutto – dice la proprietaria della casa –. Attendiamo fiduciosi». Una volta l’ingresso della loro casa dava su via Loiri. Adesso bisogna passare per la zona delle concessionarie, imboccare una stradina bianca e attraversare un terreno privato. La loro casa, inoltre, è circondata da transenne e sterpaglie. Anche il contatore dell’acqua si trova al di là delle transenne lasciate lì dall’impresa. «Ancora non sappiamo quale sarà l’ingresso definitivo di casa nostra – continua Giovannina Deiana –. Inoltre siamo senza illuminazione e gli incivili continuano a seminare ogni tipo di rifiuto».

Il canile abbandonato. A Colcò c’è anche il canile della Lida. «In altri tratti della quattro corsie e della nuova strada che conduce all’aeroporto hanno messo le barriere di protezione – spiega la responsabile, Cosetta Prontu –. Invece davanti a noi nulla, neanche una rete. Inoltre l’ultimo tratto della strada che porta al canile non è asfaltato e la zona è piena di immondizia. Siamo totalmente dimenticati».

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