Due navi bloccate a Bonifacio i passeggeri bivaccano in porto
di Walkiria Baldinelli
Vacanze da incubo per centinaia di turisti imbarcati sui traghetti Ichnusa e Giraglia per Santa Teresa Lo stop forzato a causa del vento. C’è chi ha dormito alla stazione marittima e chi ha preso l’elicottero
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BONIFACIO. Turisti bloccati da tre giorni nel porto corso. Il forte vento di maestrale che ha agitato il mare delle Bocche di Bonifacio ha causato lo stop forzato dei traghetti. I passeggeri, molti dei quali a piedi, sarebbero dovuti rientrare a Santa Teresa il 10 agosto alle 18.30 con l'ultima corsa dell'Ichnusa, il traghetto della Blu Navy. È ormeggiata alla banchina del porto Longonsardo anche La Giraglia della Moby line. La sala d'attesa della stazione marittima di Bonifacio si è trasformata in un dormitorio. Diversi passeggeri hanno trascorso qui la seconda notte, altri hanno preferito dormire in auto. Nella settimana clou di Ferragosto è stato impossibile trovare posti letto alternativi: hotel e altre strutture ricettive della zona sono al completo. Chi aveva fretta di rientrare a casa ha preferito spendere 170 euro per un posto in elicottero ed essere trasportati dall'elisuperficie, distante una manciata di minuti dallo scalo marittimo corso, ad Arzachena. La compagnia di navigazione comunica che questa mattina alle 8 è stata programmata una riunione operativa con le autorità marittime. «È previsto un miglioramento delle condizioni meteomarine – dicono dalla Blu Navy -, l'Ichnusa potrebbe lasciare gli ormeggi già con la prima corsa delle 9, oppure a mezzogiorno. Non appena verrà dato il via libera faremo corse supplementari per riportare a casa tutti i passeggeri rimasti in Corsica».
Vacanze da incubo. «Come altre persone abbiamo acquistato i materassini e ci siamo accampati nella stazione marittima, non c'erano altre alternative – racconta il genovese Davide Corradengo, sull'isola con la fidanzata da tre giorni. La sua famiglia dieci anni fa ha acquistato la casa delle vacanze ad Arzachena -. Abbiamo telefonato e girato per ore in cerca di un alloggio, ma gli alberghi sono al completo, come i campeggi. Alla biglietteria di Santa Teresa della Blu Navy il mattino del 10 agosto nessuno ci ha avvertiti che avremmo corso il rischio di non rientrare con la corsa delle 18.30. Tant'è che abbiamo pagato i ticket di andata e ritorno. Ancor più grave il fatto che in questa emergenza non c'è stata riservata una giusta accoglienza. Non ci hanno dato neppure una bottiglia d'acqua. E il telefono della biglietteria di Santa Teresa ha squillato sempre a vuoto. Non ci hanno dato alcuna spiegazione». Roberto Porcedda è originario di Sassari, da 20 anni vive a Bologna. «Ho fatto la rotta Livorno-Bastia – racconta -, dormo in auto da due notti. Ho trasportato 8 persone che avevano deciso di lasciare l'isola con un elicottero privato, un’altra persona con un fuoristrada ne ha accompagnati altri. Non c'era un taxi, il mattino dopo chi ha voluto farsi accompagnare all'elisuperficie ha speso 45 euro per 6 chilometri. Non sono stati in grado di fronteggiare l'emergenza».
Vacanze da incubo. «Come altre persone abbiamo acquistato i materassini e ci siamo accampati nella stazione marittima, non c'erano altre alternative – racconta il genovese Davide Corradengo, sull'isola con la fidanzata da tre giorni. La sua famiglia dieci anni fa ha acquistato la casa delle vacanze ad Arzachena -. Abbiamo telefonato e girato per ore in cerca di un alloggio, ma gli alberghi sono al completo, come i campeggi. Alla biglietteria di Santa Teresa della Blu Navy il mattino del 10 agosto nessuno ci ha avvertiti che avremmo corso il rischio di non rientrare con la corsa delle 18.30. Tant'è che abbiamo pagato i ticket di andata e ritorno. Ancor più grave il fatto che in questa emergenza non c'è stata riservata una giusta accoglienza. Non ci hanno dato neppure una bottiglia d'acqua. E il telefono della biglietteria di Santa Teresa ha squillato sempre a vuoto. Non ci hanno dato alcuna spiegazione». Roberto Porcedda è originario di Sassari, da 20 anni vive a Bologna. «Ho fatto la rotta Livorno-Bastia – racconta -, dormo in auto da due notti. Ho trasportato 8 persone che avevano deciso di lasciare l'isola con un elicottero privato, un’altra persona con un fuoristrada ne ha accompagnati altri. Non c'era un taxi, il mattino dopo chi ha voluto farsi accompagnare all'elisuperficie ha speso 45 euro per 6 chilometri. Non sono stati in grado di fronteggiare l'emergenza».
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