Alla Maddalena spuntano necrologi per il “Paolo Merlo”
LA MADDALENA. Trentacinque necrologici sono comparsi nella notte nei muri del centro, annunciando la “morte” dell'ospedale Paolo Merlo. La provocazione di un gruppo di cittadini è stata determinata...
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LA MADDALENA. Trentacinque necrologici sono comparsi nella notte nei muri del centro, annunciando la “morte” dell'ospedale Paolo Merlo. La provocazione di un gruppo di cittadini è stata determinata dalla riforma della rete ospedaliera approvata dalla commissione Sanità del Consiglio regionale. L'ultima bozza ha cancellato definitivamente il Punto nascita trasformandolo in Percorso nascita. Si potrà partorire di nuovo sull'isola ma i casi più complicati verranno trasferiti all'ospedale di Olbia. «Nell'indifferenza della Regione muore “Paolo Merlo” a soli 47 anni – si legge –. Ne piangono la prematura scomparsa tutti i cittadini galluresi. Si dispensa dalle condoglianze: il presidente Pigliaru, l'assessore Arru, tutta la maggioranza regionale e chi si è mosso con troppo ritardo».
«Bisogna aspettarsi queste forme di protesta perché – sottolinea il capogruppo di maggioranza consiliare Alberto Mureddu -, è enorme l'insoddisfazione dei maddalenini per gli effetti negativi della riforma sul diritto alla salute degli isolani». L'amministrazione prosegue imperterrita la sua battaglia. L'iter sulla riforma attende il passaggio finale in consiglio regionale. «Non possiamo accettare il Percorso nascita. Rischia di essere una pre-condizione per privarci di questo servizio in futuro – aveva dichiarato nei giorni scorsi il sindaco Luca Montella -. Mi aspetto che il consiglio regionale, essendo rimesso ai partiti il verdetto finale, cancelli questa incongruenza. Non mi interessa se a voto palese o segreto, ma deve eliminare una decisione che è un insulto a questa comunità». Non tutti i maddalenini la pensano come gli ignoti del raid notturno. Sulla pagina Fb il “Comitato cittadino in difesa del Paolo Merlo” scrive: «A tutto c'è rimedio tranne che alla morte. È improduttivo qualsiasi atteggiamento di sconfitta e rassegnazione. La sfida è restare uniti a fianco di chi sta cercando di salvare il salvabile, il nostro concittadino Pierfranco Zanchetta che ci rappresenta in Regione, tutti noi e con la totale partecipazione di giunta e opposizione uniti in questa stessa battaglia». (w.b.)
«Bisogna aspettarsi queste forme di protesta perché – sottolinea il capogruppo di maggioranza consiliare Alberto Mureddu -, è enorme l'insoddisfazione dei maddalenini per gli effetti negativi della riforma sul diritto alla salute degli isolani». L'amministrazione prosegue imperterrita la sua battaglia. L'iter sulla riforma attende il passaggio finale in consiglio regionale. «Non possiamo accettare il Percorso nascita. Rischia di essere una pre-condizione per privarci di questo servizio in futuro – aveva dichiarato nei giorni scorsi il sindaco Luca Montella -. Mi aspetto che il consiglio regionale, essendo rimesso ai partiti il verdetto finale, cancelli questa incongruenza. Non mi interessa se a voto palese o segreto, ma deve eliminare una decisione che è un insulto a questa comunità». Non tutti i maddalenini la pensano come gli ignoti del raid notturno. Sulla pagina Fb il “Comitato cittadino in difesa del Paolo Merlo” scrive: «A tutto c'è rimedio tranne che alla morte. È improduttivo qualsiasi atteggiamento di sconfitta e rassegnazione. La sfida è restare uniti a fianco di chi sta cercando di salvare il salvabile, il nostro concittadino Pierfranco Zanchetta che ci rappresenta in Regione, tutti noi e con la totale partecipazione di giunta e opposizione uniti in questa stessa battaglia». (w.b.)
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