Pestato un posteggiatore a Porto Cervo
Aggressione alla Marina nuova nel giorno di Ferragosto. I responsabili filmati dalle telecamere
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PORTO CERVO. Le telecamere della Marina di Porto Cervo hanno registrato tutto. E, probabilmente, sveleranno anche il volto del gruppo di aggressori che hanno preso a calci e pugni un posteggiatore. Il giovane pestato è stato portato subito al pronto soccorso di Olbia: è rimasto sotto osservazione per due giorni e poi dimesso con una prognosi di 25 giorni di cure per contusioni e ferite (ha riportato anche una leggera commozione cerebrale).
Il parcheggiatore stagionale colpito ripetutamente sulla testa è un gallurese di 31 anni che lavora da tempo per la Skg srl di Gianni Demuro, un’azienda che gestisce l’area di sosta della Marina nuova di Porto Cervo ma anche quelle delle spiagge più conosciute e frequentate della Costa Smeralda. Alle 19 di martedì, giorno di Ferragosto, era al lavoro. I parcheggi delle auto erano ancora pieni e in uno spazio, dal mattino presto, era stata lasciata in sosta anche la macchina di alcuni amici che avevano trascorso la giornata di festa in barca. Al loro rientro (non si esclude che avessero bevuto) sono stati fermati dal posteggiatore per il pagamento della tariffa, una decina di euro in tutto. Ma non solo si sarebbero rifiutati di pagare, ma avrebbero cominciare a deridere e offendere il dipendente della Skg. Senza che lui reagisse in alcun modo, i ragazzi (pare che avessero un chiaro accento sardo) lo avrebbero prima spinto a terra per poi a colpirlo alla testa per una trentina di secondi. Poi sono scappati via, facendo perdere le tracce. Non hanno fatto in tempo a rendersi conto di quanto stesse accadendo i colleghi e i dipendenti della Marina, che si sono precipitati a soccorrere il giovane posteggiatore lasciato sanguinante e dolorante sull’asfalto. E’ stato richiesto l’intervento di un’ambulanza del 118, che ha portato il ferito al Giovanni Paolo II, ma sul posto sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Porto Cervo prima e poi una pattuglia del reparto territoriale di Olbia.
Dell’auto parcheggiata dalla banda di aggressori forse si sa tutto, ma su di loro si potrebbe sapere ancora di più visto che il sistema di videosorveglianza era in funzione. E le immagini sono state consegnate già ai carabinieri per essere visionate.
Gianni Demuro, titolare della Skg, è sconvolto. Le sue prime parole sono per il suo dipendente «a cui va tutta la nostra solidarietà, con l’augurio che possa riprendersi al più presto dopo questa terribile esperienza. E’ un ragazzo in gamba, volenteroso e disponibile. Ma ora, ed è comprensibile, è scosso e traumatizzato. Confido molto sul lavoro di tutte le forze dell’ordine che fanno veramente il possibile per garantire la sicurezza e, in questo caso, ringrazio i carabinieri del reparto territoriale di Olbia guidati dal colonnello Alberto Cicognani per la loro tempestività e professionalità e per la sensibilità dimostrata. Un grazie va anche ai miei dipendenti e alla direzione della Marina per quanto hanno fatto. Vorrei dire infine un’altra cosa: il giorno di Ferragosto era particolarmente movimentato anche nel momento in cui è avvenuto il pestaggio. Chi sa o chi ha visto qualcosa si faccia avanti, ancor prima che possano arrivare risposte dalle immagini registrate dalle telecamere. Sarebbe una grande dimostrazione di civilità». (s.p.)
Il parcheggiatore stagionale colpito ripetutamente sulla testa è un gallurese di 31 anni che lavora da tempo per la Skg srl di Gianni Demuro, un’azienda che gestisce l’area di sosta della Marina nuova di Porto Cervo ma anche quelle delle spiagge più conosciute e frequentate della Costa Smeralda. Alle 19 di martedì, giorno di Ferragosto, era al lavoro. I parcheggi delle auto erano ancora pieni e in uno spazio, dal mattino presto, era stata lasciata in sosta anche la macchina di alcuni amici che avevano trascorso la giornata di festa in barca. Al loro rientro (non si esclude che avessero bevuto) sono stati fermati dal posteggiatore per il pagamento della tariffa, una decina di euro in tutto. Ma non solo si sarebbero rifiutati di pagare, ma avrebbero cominciare a deridere e offendere il dipendente della Skg. Senza che lui reagisse in alcun modo, i ragazzi (pare che avessero un chiaro accento sardo) lo avrebbero prima spinto a terra per poi a colpirlo alla testa per una trentina di secondi. Poi sono scappati via, facendo perdere le tracce. Non hanno fatto in tempo a rendersi conto di quanto stesse accadendo i colleghi e i dipendenti della Marina, che si sono precipitati a soccorrere il giovane posteggiatore lasciato sanguinante e dolorante sull’asfalto. E’ stato richiesto l’intervento di un’ambulanza del 118, che ha portato il ferito al Giovanni Paolo II, ma sul posto sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Porto Cervo prima e poi una pattuglia del reparto territoriale di Olbia.
Dell’auto parcheggiata dalla banda di aggressori forse si sa tutto, ma su di loro si potrebbe sapere ancora di più visto che il sistema di videosorveglianza era in funzione. E le immagini sono state consegnate già ai carabinieri per essere visionate.
Gianni Demuro, titolare della Skg, è sconvolto. Le sue prime parole sono per il suo dipendente «a cui va tutta la nostra solidarietà, con l’augurio che possa riprendersi al più presto dopo questa terribile esperienza. E’ un ragazzo in gamba, volenteroso e disponibile. Ma ora, ed è comprensibile, è scosso e traumatizzato. Confido molto sul lavoro di tutte le forze dell’ordine che fanno veramente il possibile per garantire la sicurezza e, in questo caso, ringrazio i carabinieri del reparto territoriale di Olbia guidati dal colonnello Alberto Cicognani per la loro tempestività e professionalità e per la sensibilità dimostrata. Un grazie va anche ai miei dipendenti e alla direzione della Marina per quanto hanno fatto. Vorrei dire infine un’altra cosa: il giorno di Ferragosto era particolarmente movimentato anche nel momento in cui è avvenuto il pestaggio. Chi sa o chi ha visto qualcosa si faccia avanti, ancor prima che possano arrivare risposte dalle immagini registrate dalle telecamere. Sarebbe una grande dimostrazione di civilità». (s.p.)
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