Sfratto con botte a Porto Rotondo, le denunce sono diventate due
di Giampiero Cocco
Il gestore della discoteca, aggredito dall’ex pr, ha una prognosi di 15 giorni di cure. Il caso alla Procura Il magistrato dovrà vagliare il contenuto delle versioni dei fatti fornite dai protagonisti
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PORTO ROTONDO. La vicenda dello “sfratto” con botte all’ex Pr della discoteca Country Club di Porto Rotondo ha il risvolto della medaglia, come sempre accade in questi casi. A raccontare l’altra versione dei fatti, sempre in una denuncia presentata ai carabinieri di Porto Rotondo, è questa volta il gestore della nota struttura di intrattenimento notturno, Alessandro P., il quale sarebbe stato aggredito e fatto finire a sua volta all’ospedale, con quindici giorni di prognosi, durante la convulsa e a questo punto sempre più fumosa operazione di sfratto notturno.
La storia riparte da una settimana fa, quando Anthony S., romano con genitori statunitensi, viene licenziato in tronco «e liquidato di ogni sua competenza – tiene a precisare Alessandro P. – dall’incarico di Pr. Con la perdita dall’occupazione viene meno anche il benefit d’occupare una delle stanze del condominio attiguo al Country Club dove alloggia il personale che presta servizio nella discoteca e in altri locali della zona turistica. Stando al racconto, fatto al maresciallo di Porto Rotondo, Alessandro P., accompagnato da un amico (uno dei buttafuori del suo locale) entra nell’appartamentino dove dorme (a suo dire abusivamente) il giovane ex Pr romano e lo invita a lasciare al più presto il locale. «Non appena risvegliato Anthony mi ha aggredito spintonandomi e strattonandomi un braccio, quello per cui sono invalido civile. Il dolore mi ha fatto sbandare all’indietro mentre Anthony, dopo avermi spintonato, si è precipitato giù per le scale, cadendo, quindi ha proseguito la sua fuga salendo su un tetto le cui tegole gli sono rovinate addosso, provocandogli le escoriazioni al petto. Sono intervenuto nell’appartamento perché alcune delle ragazze mie dipendenti si erano lamentate delle irruzioni notturne del giovane». Sin qui il racconto del gestore del Country Club, raccolte in una denuncia dai militari della stazione dei carabinieri di Porto Rotondo che, unite alla denuncia presentata da Anthony S. ai carabinieri di Olbia, fanno parte del fascicolo processuale aperto dalla procura della Repubblica di Tempio sulla vicenda. Sara il magistrato a stabilire quale delle due versioni è la più attinente alla realtà di quanto è accaduto, all’alba di avantieri, nel residence che ospita i lavoratori della Costa. Nel frattempo il Pr disoccupato ieri pomeriggio ha chiesto, ad ogni buon conto, l’assistenza dei carabinieri per poter recuperare la valigia con i suoi effetti personali che era stata lasciata in camera nella precipitoso quanto rovinosa fuga dal residence. Una storia estiva finita con pochi giorni di prognosi per i due contendenti (3 giorni al Pr e 15 al gestore del locale) che ricalca la cronaca di altre località turistiche dove la conclusione è stata decisamente tragica e devastante, per le vittime delle aggressioni notturne.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La storia riparte da una settimana fa, quando Anthony S., romano con genitori statunitensi, viene licenziato in tronco «e liquidato di ogni sua competenza – tiene a precisare Alessandro P. – dall’incarico di Pr. Con la perdita dall’occupazione viene meno anche il benefit d’occupare una delle stanze del condominio attiguo al Country Club dove alloggia il personale che presta servizio nella discoteca e in altri locali della zona turistica. Stando al racconto, fatto al maresciallo di Porto Rotondo, Alessandro P., accompagnato da un amico (uno dei buttafuori del suo locale) entra nell’appartamentino dove dorme (a suo dire abusivamente) il giovane ex Pr romano e lo invita a lasciare al più presto il locale. «Non appena risvegliato Anthony mi ha aggredito spintonandomi e strattonandomi un braccio, quello per cui sono invalido civile. Il dolore mi ha fatto sbandare all’indietro mentre Anthony, dopo avermi spintonato, si è precipitato giù per le scale, cadendo, quindi ha proseguito la sua fuga salendo su un tetto le cui tegole gli sono rovinate addosso, provocandogli le escoriazioni al petto. Sono intervenuto nell’appartamento perché alcune delle ragazze mie dipendenti si erano lamentate delle irruzioni notturne del giovane». Sin qui il racconto del gestore del Country Club, raccolte in una denuncia dai militari della stazione dei carabinieri di Porto Rotondo che, unite alla denuncia presentata da Anthony S. ai carabinieri di Olbia, fanno parte del fascicolo processuale aperto dalla procura della Repubblica di Tempio sulla vicenda. Sara il magistrato a stabilire quale delle due versioni è la più attinente alla realtà di quanto è accaduto, all’alba di avantieri, nel residence che ospita i lavoratori della Costa. Nel frattempo il Pr disoccupato ieri pomeriggio ha chiesto, ad ogni buon conto, l’assistenza dei carabinieri per poter recuperare la valigia con i suoi effetti personali che era stata lasciata in camera nella precipitoso quanto rovinosa fuga dal residence. Una storia estiva finita con pochi giorni di prognosi per i due contendenti (3 giorni al Pr e 15 al gestore del locale) che ricalca la cronaca di altre località turistiche dove la conclusione è stata decisamente tragica e devastante, per le vittime delle aggressioni notturne.
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