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Olbia

Il Psd’Az: «Qui la differenziata piace poco»

Il Psd’Az: «Qui la differenziata piace poco»

La sezione sardista ha raccolto le segnalazioni dei cittadini e ha fatto una verifica a Porto Rotondo 

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PORTO ROTONDO. Pare che a Porto Rotondo ci siano troppi allergici alla raccolta differenziata. La voce è arrivata alle orecchie di Lidia Fancello, segretaria della sezione olbiese del Partito sardo d’azione, che ha quindi deciso, insieme ai compagni di partito, di armarsi di macchina fotografica e fare due passi per il borgo turistico. «Nella terra delle vacanze ai turisti non piace fare la differenziata – spiega Lidia Fancello – . Abbiamo deciso di dare voce all’esasperazione di alcuni umili operatori del consorzio turistico, che hanno chiesto di rimanere anonimi. Loro si sono rivolti a tutti: Devizia, Comune, che dice di non avere personale per i controlli, i turisti stessi, che fanno finta di capire ma nei fatti differenziano poco o addirittura nulla, gettando l’umido con plastica, carta e pannolini. Ai volenterosi operatori spesso non rimane altro che il compito di aprire le buste e rimettere i rifiuti nel posto giusto».

I sardisti, raccolta la segnalazione, sono dunque andati a Porto Rotondo. «I villaggi sono dotati di punti di raccolta perfettamente mimetizzati nell’architettura del borgo – spiega Lidia Fancello –. Davanti a qualche cabinotto si sono formate piccole discariche, probabilmente a opera di turisti pendolari. La Devizia ha anche attaccato dei cartelli che la dicono lunga sul comportamento dei residenti, annunciando delle multe in caso di ulteriori conferimenti non corretti. Al momento, però, non ci risulta che sia stata contestata alcuna multa e questo ci fa pensare che si stia usando il guanto di velluto nei confronti dei turisti riluttanti».

Invece i sardisti hanno riscontrato comportamenti decisamente più corretti davanti alle ville singole e agli alberghi. «I problemi tornano nella rotatoria di Rudalza, dove c’è un parcheggio sterrato trasformato in una piccola discarica a cielo aperto: chi ha il dovere di vigilare su questo tratto? Consorzio, Anas o Comune? Non è dato sapersi – continua Lidia Fancello –. Forse sarebbe il caso di piazzare un’isola ecologica per i turisti di passaggio». Infine la segretaria del Psd’Az fa una riflessione. «Per accontentare la grossa fetta di mercato che chiameremo di media classe sociale, abbiamo sfruttato nel tempo quote elevate di territorio e, a giudicare dalle prospettive, sono in molti a sognare di sfruttarne altrettante – conclude l’esponente sardista –. Siamo realmente sicuri che tutto ciò sia sostenibile dall’ambiente? Quanto costerà la raccolta di rifiuti che non potranno essere differenziati? Chi se ne farà carico?». (d.b.)

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