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OSCHIRI 

Il MuseOs cresce e diventa la nuova attrattiva per i turisti

OSCHIRI. Le pendici del Limbara, il bacino del Coghinas, l’ideale per chi ama vogare sulla classica superficie liquida del lago, le tante belle chiese, molte delle quali campestri, che ne...

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OSCHIRI. Le pendici del Limbara, il bacino del Coghinas, l’ideale per chi ama vogare sulla classica superficie liquida del lago, le tante belle chiese, molte delle quali campestri, che ne caratterizzano il territorio: sono queste, oltre alle feste e alle sagre che incoronano alcuni dei prodotti gastronomici più tipici dell’intera Sardegna, le principali attrazioni turistiche del territorio di Oschiri.

Ma da un anno a questa parte, da quando cioè è stato inaugurato, alle già numerose attrattive del territorio si aggiunge anche il MuseOs. È qui che, tra teche percorsi ben illustrati e pannelli illustrativi la storia di Oschiri può essere appresa in modo facile e piacevole. Merito di un allestimento ricco e ben curato, disposto all’interno di uno spazio di 600 metri quadrati. Chi visita Oschiri difficilmente rinuncia al suo museo.

Un’opportunità (ma anche una risorsa da sfruttare sempre più in chiave turistica) di cui vanno sempre più fieri gli oschiresi. Inizialmente concepito come museo archeologico, il palazzo che, in piazza Nuccio Floris, ospita le testimonianze del ricco passato oschirese, è diventato una struttura multitasking, nel senso che il visitatore può contare su una varietà di proposte tematiche, tutte molto intriganti. C’è, naturalmente, la sezione archeologica con le sue testimonianze relative ai periodi preistorico, nuragico, romano, bizantino e medievale. Un loro peso lo hanno anche le monete rinvenute nell’area di riferimento del museo oschirese. Una parte di queste si trovano attualmente ben custodite nelle teche del centro numismatico nazionale di Roma e del Museo Sanna di Sassari. Ma, come detto, il MuseOs è molto di più. Ad averne ridefinito concettualmente la struttura hanno contribuito le nuove sezioni. Ce n’è una riservata alla storia del territorio, raccontata attraverso l’ambiente, la lingua, la musica, le sue attività produttive, compresa ovviamente l’enogastronomia, e i reperti più recenti del suo passato industriale.

Oschiri è stato anche un luogo in cui i Romani si insediarono stabilmente, e così non poteva mancare una sezione appositamente dedicata ai circa mille anni di storia che i Romani costruirono a San Simenone, non molto distante dalla chiesa di Nostra Signora di Castro. (g.pu.)

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