Ospedale in affanno, sos per il personale
Il sindacato Fiu Usae solleva di nuovo il tema dell’emergenza organici. Le ferie estive obbligatorie peggiorano la situazione
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OLBIA. «La sanità gallurese, dopo la riforma della Asl unica, continua a essere una coperta corta. Se la tiri da una parte, dall’altra diminuisce inevitabilmente la possibilità di garantire un’assistenza adeguata ai cittadini. E così si allungano i tempi di attesa sia per gli interventi, che per gli esami ecografici, le gastroscopie o le risonanze».
Il sindacato Fiu-Usae, attraverso il rappresentante locale Vito Langiu, evidenzia una volta di più l’emergenza che vivono gli ospedali del territorio. «L’enorme carenza di personale è il problema maggiore: mancano medici, infermieri e Oss in tutti i reparti. E così gli stessi reparti devono essere accorpati, come è accaduto al Giovanni Paolo II per Ostetricia e Ginecologia, oppure si devono sospendere le prenotazioni degli esami: dallo scorso aprile chi deve fissare un appuntamento in Radiologia (fanno eccezione gli esami tradizionali e tutte le urgenze) deve rinunciare e aspettare. Perché gli specialisti (nonostante due sostituzioni, una delle quali arrivata con sette mesi di ritardo) ancora non bastano. Ma non c’è personale sufficiente neppure in Chirurgia, in Ortopedia, in Medicina, non ci sono abbastanza operatori per l’emodinamica e l’elenco potrebbe allungarsi ulteriormente».
Secondo la Fiu-Usae non è «possibile che ogni estate i pazienti debbano attendere anche tutta la notte al pronto soccorso per poter essere visitati. E’ accaduto pure alcuni giorni fa e non perché non ci fosse lo specialista a disposizione, in un caso specifico il radiologo che nell’arco di una sola notte fa in media più di 40 esami, ma perché il pronto soccorso era talmente intasato che prima di riuscire a smaltire tutte le richieste, si è arrivati al mattino successivo. Inutile: senza il personale che serve, la sanità continua a essere al collasso e l’abnegazione di tutti gli operatori non può bastare. Siamo stanchi di sentire dal “Servizio professioni sanitarie” che l’organico rispetta gli standard: se molte città italiane d’estate si svuotano, qui la popolazione aumenta in maniera vertiginosa».
Ma il sindacato non dimentica neppure il “problema” delle ferie estive obbligatorie «che va a peggiorare la già critica situazione. Per contratto, tutti i dipendenti della sanità devono prendere 15 giorni di ferie senza interruzione da giugno a settembre. A volte non vengono concesse per non mandare in crisi i reparti, ma quando vengono invece assegnate e nello stesso tempo si ammala o si assenta qualcuno, allora si crea il caos totale».
La Fsi-Usae ricorda poi l’ultima emergenza che si è registrata a causa del mancato funzionamento della camera iperbarica della Maddalena. «Tempo fa l’azienda aveva organizzato un corso interno per tecnici di camera iperbarica: perché non vengono assunti? Si preferisce invece trasportare l'embolizzato in elicottero a Cagliari, con gravi rischi per il paziente e con aggravio costi di trasporto». La Fsi Usae invita infine i politici «alla vigilanza continua affinché la sanità gallurese venga potenziata e non smantellata». (s.p.)
Il sindacato Fiu-Usae, attraverso il rappresentante locale Vito Langiu, evidenzia una volta di più l’emergenza che vivono gli ospedali del territorio. «L’enorme carenza di personale è il problema maggiore: mancano medici, infermieri e Oss in tutti i reparti. E così gli stessi reparti devono essere accorpati, come è accaduto al Giovanni Paolo II per Ostetricia e Ginecologia, oppure si devono sospendere le prenotazioni degli esami: dallo scorso aprile chi deve fissare un appuntamento in Radiologia (fanno eccezione gli esami tradizionali e tutte le urgenze) deve rinunciare e aspettare. Perché gli specialisti (nonostante due sostituzioni, una delle quali arrivata con sette mesi di ritardo) ancora non bastano. Ma non c’è personale sufficiente neppure in Chirurgia, in Ortopedia, in Medicina, non ci sono abbastanza operatori per l’emodinamica e l’elenco potrebbe allungarsi ulteriormente».
Secondo la Fiu-Usae non è «possibile che ogni estate i pazienti debbano attendere anche tutta la notte al pronto soccorso per poter essere visitati. E’ accaduto pure alcuni giorni fa e non perché non ci fosse lo specialista a disposizione, in un caso specifico il radiologo che nell’arco di una sola notte fa in media più di 40 esami, ma perché il pronto soccorso era talmente intasato che prima di riuscire a smaltire tutte le richieste, si è arrivati al mattino successivo. Inutile: senza il personale che serve, la sanità continua a essere al collasso e l’abnegazione di tutti gli operatori non può bastare. Siamo stanchi di sentire dal “Servizio professioni sanitarie” che l’organico rispetta gli standard: se molte città italiane d’estate si svuotano, qui la popolazione aumenta in maniera vertiginosa».
Ma il sindacato non dimentica neppure il “problema” delle ferie estive obbligatorie «che va a peggiorare la già critica situazione. Per contratto, tutti i dipendenti della sanità devono prendere 15 giorni di ferie senza interruzione da giugno a settembre. A volte non vengono concesse per non mandare in crisi i reparti, ma quando vengono invece assegnate e nello stesso tempo si ammala o si assenta qualcuno, allora si crea il caos totale».
La Fsi-Usae ricorda poi l’ultima emergenza che si è registrata a causa del mancato funzionamento della camera iperbarica della Maddalena. «Tempo fa l’azienda aveva organizzato un corso interno per tecnici di camera iperbarica: perché non vengono assunti? Si preferisce invece trasportare l'embolizzato in elicottero a Cagliari, con gravi rischi per il paziente e con aggravio costi di trasporto». La Fsi Usae invita infine i politici «alla vigilanza continua affinché la sanità gallurese venga potenziata e non smantellata». (s.p.)
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