l’operazione marijuana
I due “coltivatori” non rispondono al giudice
Le cinquemila piante di canapa indiana estirpate dai carabinieri saranno incenerite
1 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. Giovanni Canale e Giovanni Zarra non parlano. I due “coltivatori diretti” arrestati dai carabinieri mentre innaffiavano la mega piantagione di canapa indiana scoperta nelle campagne di Loiri, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip del tribunale di Tempio. I due, assistiti dagli avvocati Tito Flagella e Pietro Fresu, sono rientrati nel carcere di Nuchis in attesa delle decisioni del gip Giuseppe Grotteria, che saranno rese note oggi. Nel frattempo le indagini proseguono per individuare quanti hanno svolto un ruolo nella realizzazione della mega piantagione di Erba, coltivando e dotando di una complessa rete di irrigazione un campo di oltre cinquemila metri quadrati, mezzo ettaro di territorio coltivato a marijuana. Le cinquemila piante, già giunte a maturazione, sono state estirpate dai militari del comando provinciale di Sassari e portate in un luogo protetto in attesa della autorizzazione della magistratura alla distruzione, che solitamente avviene all’interno di forni ad altissima temperatura. (g.p.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
