La Nuova Sardegna

Olbia

IL QUADRO 

“Paolo Dettori” tra reparti accorpati e servizi interrotti

TEMPIO. Per il Paolo Dettori, per i suoi pazienti ed anche per i cittadini comuni, da mesi ormai, da quando cioè si parla di riforma sanitaria, sono entrati nel lessico quotidiano una serie di...

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Per il Paolo Dettori, per i suoi pazienti ed anche per i cittadini comuni, da mesi ormai, da quando cioè si parla di riforma sanitaria, sono entrati nel lessico quotidiano una serie di termini che con il passare del tempo si è capito essere i capisaldi della salute. Il Paolo Dettori dovrebbe essere un “container” con lo status di Dea di 1° livello di completamento, contenente i servizi di Pronto Soccorso, Chirurgia, Medicina, Otorino, Ortopedia, Centro trasfusionale, Punto nascita con Ostetricia e Ginecologia, per elencarne alcuni. Con la riforma sanitaria in atto sono stati chiesti anche, fra altre cose, il potenziamento del Pronto Soccorso Traumi, l’istituzione di 4 posti di Obi e un cardiologo h 12 più h 12. Cose che, stando alle preoccupazioni della politica da una parte e alle mancate risposte dei legislatori dall’altra, paiono, in alcuni momenti, lontani anni luce dal Paolo Dettori. In compenso però sono già certezze: la chiusura di servizi come la Terapia del Dolore, gli accorpamenti “provvisori” di reparti che vanno avanti da anni, i reparti invivibili come quello di Medicina, la mancanza di presidi medici nei reparti, le ferie obbligatorie per l’ottimo personale, i biblici tempi d’attesa per le visite Cup, i donatori di sangue respinti per mancanza di organici. In questi casi la riforma agli occhi dei cittadini viene interpretata come un qualcosa da cui occorre difendersi con molta attenzione.(a.m.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative