Da 15 giorni Malchittu è a secco
di Walkiria Baldinelli
Arzachena, gli imprenditori accusano il Consorzio di bonifica. E scatta la denuncia ai carabinieri
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ARZACHENA. Da due settimane sono senza acqua. Esasperati, residenti, titolari di strutture ricettive e agricole in località Malchittu si sono rivolti ai carabinieri e al Comune.
Chiedono che il servizio che viene fornito dal Consorzio di bonifica della Gallura venga ripristinato al più presto. Il sindaco Roberto Ragnedda annuncia un atto di imperio nei confronti del proprietario del terreno in cui sono posizionate le tubature che necessitano di manutenzioni «perché di fatto impedisce ai tecnici l'accesso agli impianti».
«Non ci arriva un goccio di acqua da due settimane – sottolinea Carmelo Pala dell’azienda agricola “Chioma selvaggia”, l'azienda si estende su un terreno di 100 ettari –. Da poco abbiamo realizzato un prato di 350 metri, che ora non è più verde. Soffrono anche gli alberi da frutto e le piante. L'orto non esiste più. Abbiamo anche un bed and breakfast. Altre attività sono penalizzate dal disservizio del Consorzio di bonifica della Gallura, l'ente doveva intervenire subito per ripristinare l'erogazione dell'acqua. Così ci siamo rivolti ai carabinieri e all'amministrazione comunale. Paghiamo il servizio, è giusto che riparino in fretta i guasti. Purtroppo non è la prima volta che viene negato ai tecnici di entrare nella proprietà privata che confina con la mia. La situazione va avanti da anni».
Pala, altri cittadini e imprenditori annunciano battaglie anche legali. «Chiediamo un risarcimento per i danni causati – afferma –. Anche se l'acqua è utilizzata soprattutto per uso irriguo non giustifica il fatto che il servizio viene fornito a singhiozzo». Alcuni immobili hanno un doppio allaccio idrico: con il Consorzio di bonifica della Gallura e Abbanoa. «Ora stiamo utilizzando quello di Abbanoa – raccontano dal ristorante “Il Nuraghe Albucciu” –. Ha un costo più alto rispetto all'altro servizio, ma non possiamo rimanere ancora senz'acqua».
Disagi anche per gli abitanti. «Sto tamponando il problema riportando a casa diversi bidoni d'acqua – dice Nicola Figus –. Siamo disperati, non posso coltivare nemmeno l’orto a uso familiare. Qualcuno deve intervenire in fretta».
Il Comune sta cercando di risolvere il disagio. «Una delle famiglie senz’acqua ci ha avvertito solo oggi (ieri ndr) del disservizio – spiega il primo cittadino –. Segnalazioni sono giunte anche ai carabinieri e al Consorzio di bonifica. Stiamo verificando la situazione, se sarà necessario con atti urgenti e d'imperio daremo la possibilità ai tecnici degli enti preposti di ripristinare il guasto. Pur trovandosi in un terreno privato le tubature vanno aggiustate da chi fornisce il servizio idrico, cioè dal Consorzio di Bonifico della Gallura. Il proprietario non può negare il passaggio, sia per questioni di sicurezza e di ordine pubblico, sia perché l'erogazione dell'acqua è uno dei servizi essenziali».
Chiedono che il servizio che viene fornito dal Consorzio di bonifica della Gallura venga ripristinato al più presto. Il sindaco Roberto Ragnedda annuncia un atto di imperio nei confronti del proprietario del terreno in cui sono posizionate le tubature che necessitano di manutenzioni «perché di fatto impedisce ai tecnici l'accesso agli impianti».
«Non ci arriva un goccio di acqua da due settimane – sottolinea Carmelo Pala dell’azienda agricola “Chioma selvaggia”, l'azienda si estende su un terreno di 100 ettari –. Da poco abbiamo realizzato un prato di 350 metri, che ora non è più verde. Soffrono anche gli alberi da frutto e le piante. L'orto non esiste più. Abbiamo anche un bed and breakfast. Altre attività sono penalizzate dal disservizio del Consorzio di bonifica della Gallura, l'ente doveva intervenire subito per ripristinare l'erogazione dell'acqua. Così ci siamo rivolti ai carabinieri e all'amministrazione comunale. Paghiamo il servizio, è giusto che riparino in fretta i guasti. Purtroppo non è la prima volta che viene negato ai tecnici di entrare nella proprietà privata che confina con la mia. La situazione va avanti da anni».
Pala, altri cittadini e imprenditori annunciano battaglie anche legali. «Chiediamo un risarcimento per i danni causati – afferma –. Anche se l'acqua è utilizzata soprattutto per uso irriguo non giustifica il fatto che il servizio viene fornito a singhiozzo». Alcuni immobili hanno un doppio allaccio idrico: con il Consorzio di bonifica della Gallura e Abbanoa. «Ora stiamo utilizzando quello di Abbanoa – raccontano dal ristorante “Il Nuraghe Albucciu” –. Ha un costo più alto rispetto all'altro servizio, ma non possiamo rimanere ancora senz'acqua».
Disagi anche per gli abitanti. «Sto tamponando il problema riportando a casa diversi bidoni d'acqua – dice Nicola Figus –. Siamo disperati, non posso coltivare nemmeno l’orto a uso familiare. Qualcuno deve intervenire in fretta».
Il Comune sta cercando di risolvere il disagio. «Una delle famiglie senz’acqua ci ha avvertito solo oggi (ieri ndr) del disservizio – spiega il primo cittadino –. Segnalazioni sono giunte anche ai carabinieri e al Consorzio di bonifica. Stiamo verificando la situazione, se sarà necessario con atti urgenti e d'imperio daremo la possibilità ai tecnici degli enti preposti di ripristinare il guasto. Pur trovandosi in un terreno privato le tubature vanno aggiustate da chi fornisce il servizio idrico, cioè dal Consorzio di Bonifico della Gallura. Il proprietario non può negare il passaggio, sia per questioni di sicurezza e di ordine pubblico, sia perché l'erogazione dell'acqua è uno dei servizi essenziali».
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