La Nuova Sardegna

Olbia

Rubò benzina alla Assl, scatta il licenziamento

di Angelo Mavuli
Rubò benzina alla Assl, scatta il licenziamento

Il direttore generale dell’Ats Moirano ha firmato l’altro ieri la delibera: cacciato il dipendente che travasava il carburante dall’auto di servizio

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TEMPIO. Il 47enne dipendente infedele del Paolo Dettori che nell’aprile dello scorso anno era stato sorpreso in flagranza di reato a travasare la benzina dell’auto di servizio nella proprio macchinadagli uomini del Commissariato di Tempio che lo pedinavano da tempo e che era stato denunciato per peculato e falso materiale, è stato licenziato in tronco senza preavviso dal direttore generale dell’Ats Fulvio Moirano. La decisione, assunta con delibera del 23 agosto, prende atto integralmente della proposta di licenziamento deliberata dall’ufficio procedimenti disciplinari della Assl di Olbia, e firmata da Pier Paolo Pani, a conclusione del procedimento disciplinare, nei confronti del dipendente matricola numero 120, attivata all’indomani della scoperta del fatto. Al Servizio Amministrazione del Personale della Assl di Olbia sono stati demandati anche tutti i successivi adempimenti previsti dalla delibera di licenziamento. L’episodio, che avrebbe portato all’incriminazione della matricola 120, da diversi anni dipendente dell’Asl in qualità di vigile sanitario nel Servizio di Igiene Pubblica, era stato scoperto a Tempio, ai primi di aprile dell’anno scorso, dal commissariato di polizia cittadino, diretto del vice questore Raffaele Bracale, che da tempo teneva l’uomo sotto controllo “per una serie di comportamenti non conformi”. L’uomo, stando alle accuse allora formulate, «reiteratamente si recava presso un distributore di carburante per rifornire l’autovettura di servizio di proprietà dell’Assl. Successivamente, secondo il comunicato della Questura di Sassari, si appartava per effettuare le operazioni di travaso in una tanica o nella propria auto, tramite un apposito strumento». Dopo lunghi pedinamenti e controlli, i poliziotti erano intervenuti alla periferia del centro urbano, dove il dipendente infedele, era stato colto nel momento in cui effettuava il travaso. «Per giustificare all’amministrazione di appartenenza, l’eccessivo consumo di carburante -, spiegava allora il comunicato della Questura -, il dipendente infedele provvedeva anche a falsificare i registri di entrata e uscita degli automezzi, alterando fittiziamente la percorrenza chilometrica registrata».

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