La Cgil all’attacco: Cogei rifiuta il confronto
di Walkiria Baldinelli
La Maddalena, la sindacalista Luisella Maccioni rilancia la vertenza dei lavoratori senza stipendio
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LA MADDALENA. Sindacati sul piede di guerra insieme ai lavoratori della Cogei Ambiente. La società che fa capo alla Ciclat, l'azienda che gestisce il servizio di nettezza urbana, sta ritardando il pagamento degli stipendi. «Da tempo denunciamo questa situazione – dichiara il segretario generale della Cgil Funzione pubblica, Luisella Maccioni –. Partendo dalla richiesta di attivazione della “responsabilità solidale” del Comune, normativa prevista dall’attuale codice degli appalti, mirata alla sostituzione del Comune nel pagamento degli stipendi ai lavoratori in caso di difficoltà finanziarie della società che gestisce l’appalto, fino alla richiesta di verifica del rispetto della normativa antinfortunistica. Sull'altro fronte – aggiunge –, visti i mezzi non adeguati al servizio di nettezza urbana e la necessaria manutenzione abbiamo chiesto alla Ciclat di rispettare il capitolato d’oneri».
Elenca poi una serie di iniziative proposte. «Che si sono scontrate contro alcuni muri di gomma – dice –. Quello con la Ciclat, che ha continuato a essere inadempiente, inosservante del rapporto con i lavoratori e il sindacato, sottostimando le proposte sindacali e credendo di avere mano libera nel percorso lavorativo. Quello con l'amministrazione comunale, che non ha avuto la forza di confrontarsi col sindacato su una semplice richiesta: il confronto con i lavoratori sul divenire di un appalto ormai sull’orlo del fallimento».
La Maccioni sottolinea che la qualità della vita di una città e la sua vivibilità si misura soprattutto sul livello di pulizia e di decoro che viene, o dovrebbe, essere garantito da un appalto di gestione di rifiuti. «Questo decoro e pulizia – incalza –, oggi non sono di casa alla Maddalena: una gestione aziendale a dir poco carente, un parco mezzi al limite della decenza, un’organizzazione del lavoro basata solo su un regime di orario esagerato, carenze di personale e disapplicazione delle norme contrattuali, hanno raggiunto il punto di non ritorno che la stagione estiva ha messo in primo piano».
Numerose le segnalazioni su cumuli di rifiuti ammassati, soprattutto da parte dei cittadini. «Si evidenziano due anomalie: un appalto certamente ingestibile dalla Ciclat – afferma il segretario della Cgil Funzione pubblica –, e un'amministrazione che, oltre alle demagogiche idee di recessione del contratto, non è riuscita a definire con l’azienda un percorso di applicazione complessiva del capitolato d’oneri. In questa gran confusione si è pensato bene di riversare sui lavoratori responsabilità non proprie, nonostante stipendi non erogati, mezzi fatiscenti e mancata applicazione delle elementari norme di protezione, hanno garantito e stanno garantendo con sforzi e sacrifici un servizio decente».
Elenca poi una serie di iniziative proposte. «Che si sono scontrate contro alcuni muri di gomma – dice –. Quello con la Ciclat, che ha continuato a essere inadempiente, inosservante del rapporto con i lavoratori e il sindacato, sottostimando le proposte sindacali e credendo di avere mano libera nel percorso lavorativo. Quello con l'amministrazione comunale, che non ha avuto la forza di confrontarsi col sindacato su una semplice richiesta: il confronto con i lavoratori sul divenire di un appalto ormai sull’orlo del fallimento».
La Maccioni sottolinea che la qualità della vita di una città e la sua vivibilità si misura soprattutto sul livello di pulizia e di decoro che viene, o dovrebbe, essere garantito da un appalto di gestione di rifiuti. «Questo decoro e pulizia – incalza –, oggi non sono di casa alla Maddalena: una gestione aziendale a dir poco carente, un parco mezzi al limite della decenza, un’organizzazione del lavoro basata solo su un regime di orario esagerato, carenze di personale e disapplicazione delle norme contrattuali, hanno raggiunto il punto di non ritorno che la stagione estiva ha messo in primo piano».
Numerose le segnalazioni su cumuli di rifiuti ammassati, soprattutto da parte dei cittadini. «Si evidenziano due anomalie: un appalto certamente ingestibile dalla Ciclat – afferma il segretario della Cgil Funzione pubblica –, e un'amministrazione che, oltre alle demagogiche idee di recessione del contratto, non è riuscita a definire con l’azienda un percorso di applicazione complessiva del capitolato d’oneri. In questa gran confusione si è pensato bene di riversare sui lavoratori responsabilità non proprie, nonostante stipendi non erogati, mezzi fatiscenti e mancata applicazione delle elementari norme di protezione, hanno garantito e stanno garantendo con sforzi e sacrifici un servizio decente».
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