La Nuova Sardegna

Olbia

Mogadiscio cambia volto dal degrado nasce cultura

di Dario Budroni
Mogadiscio cambia volto dal degrado nasce cultura

La rivoluzione verde del rione popolare: dal ponte di ferro al teatro Michelucci Attese e proposte per realizzare un grande parco urbano dentro l’ansa sud

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OLBIA. La città è diventata quasi impaziente. Tutti ormai non aspettano altro che uno degli angoli più belli del golfo abbandoni lo status poco edificante di terra di nessuno. Dal ponte di ferro al teatro Michelucci si respira aria di rivoluzione verde. Negli anni si sono susseguite proposte di recupero e idee di rilancio. Adesso finalmente c’è un progetto e ci sono pure i soldi: 15 milioni per restituire l’ansa sud agli olbiesi. Nel frattempo ci sono associazioni e gruppi spontanei che hanno dato vita a iniziative e manifestazioni culturali, più una giornata di pulizia per eliminare le discariche abusive con vista fenicotteri. Invece fino a una settimana fa Mogadiscio, nel parco Cervo, ha ospitato il festival Mirtò, con tanti olbiesi che hanno provato quella nuova sensazione di fare due passi in un luogo suggestivo ma da sempre abbandonato a se stesso.

Il progetto. La zona che va dal ponte di ferro al Michelucci cambierà presto volto. La vecchia amministrazione si era aggiudicata dalla Regione 15 milioni per un grande progetto e quella attuale sta portando avanti il lavoro. Gli obiettivi sono diversi: parco urbano con percorsi ciclopedonali, strategie di inclusione sociale, valorizzazione dal punto di vista culturale e ricreativo, imprenditoria e occupazione. Anche il «MusMat», la nuova casa della musica che nasce nel vecchio mattatoio, rientra nel piano.

La passeggiata critica. In attesa degli interventi comunali, c’è chi si è portato avanti col lavoro e ha sfornato diverse idee. Per esempio Hub.Mat, il laboratorio per la mobilità sostenibile, a maggio ha organizzato una «passeggiata critica» nella zona. «L’ansa sud percorsa a piedi è stata una sorpresa per tutti – spiega la presidente, Roberta Calcina –. È ricca di natura, il panorama è spettacolare e c’è un accesso diretto al mare. Purtroppo abbiamo trovato molti ostacoli fisici alla sua fruibilità: non solo detriti e rifiuti ma anche recinzioni creative. Speriamo che le risorse regionali creino un’opportunità per tutti, affinché si possa godere di questi spazi. La realizzazione del percorso ciclopedonale è strategica, ma è essenziale che sia fatto bene. Sicuramente una raccolta di dati e di pareri di utenti ed esperti permetterà di garantirne la qualità».

Il polmone verde. Christian Cicoria, amministratore della pagina Facebook «Pista ciclabile Olbia», segue da tempo la questione. «Nell’ansa sud io ci abito e spesso vedo i turisti che ci arrivano anche per fare soltanto una foto – spiega –. Stiamo parlando di un polmone verde marino, di un luogo con pochi eguali nel mondo. Credo fortemente nel progetto della pista ciclopedonale e sarebbe bello se passasse sul muro della peschiera, per collegare le isole e Poltu Quadu con la città». Ma non solo. «L’area potrebbe ospitare piccole strutture, magari per il bike sharing, il birdwatching e la piccola ristorazione – continua Cicoria –. Ma si potrebbero anche organizzare eventi dedicati alle tradizioni della città, come una sagra delle cozze».

Tra natura e cultura. Poi c’è Mario Bua, presidente di Amistade, un’associazione che ha da poco organizzato un reading di poesia sull’isola Lepre, nel cuore del golfo interno, da poco passata dalla Regione al Comune per 1 euro. «Abbiamo scelto quell’isola perché nessuno la conosce, eppure è straordinariamente bella – spiega Bua –. Con l’istituto Agrario l’abbiamo ripulita, perché era stata trasformata in un deposito di rifiuti, e poi abbiamo organizzato un evento. Penso che la valorizzazione dell’ansa sud possa passare anche per eventi culturali piccoli e non impattanti». In zona Sacra Famiglia, che si affaccia sull’ansa sud, c’è l’archivio Mario Cervo, importante punto di riferimento per chi ha fame di cultura. «La valorizzazione è fondamentale – spiega Velia Cervo, dell’archivio –. Noi abbiamo già utilizzato il parco Cervo per alcune iniziative. A parte questo, guardiamo con attenzione ai progetti del Comune, come piste ciclabili, servizi al turismo e la casa della musica al mattatoio. Sarà fondamentale, comunque, lanciare una volta per tutte il teatro Michelucci, che tra l’altro è un’opera di un grande architetto».

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