La Nuova Sardegna

Olbia

«Pronto soccorso in tilt per un boom di accessi»

di Stefania Puorro
«Pronto soccorso in tilt per un boom di accessi»

L’Ats-Assl non nega l’emergenza estiva: «Sì, il personale è insufficiente Ma non è servito neppure ricorrere ad altre graduatorie: nessuno ha accettato»

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OLBIA. L’Ats-Assl di Olbia non nega l’emergenza. E ribadisce le cause che hanno portato il pronto soccorso di Olbia al collasso, con lunghissime attese per i pazienti e tanti disagi: il boom di presenze e l’insufficienza di personale. Ma come mai non sono state trovate soluzioni? «La Ats-Assl ci ha provato in tutti i modi - spiegano dai vertici -: ma nonostante le diverse procedure di arruolamento avviate, le difficoltà nel reclutare personale sanitario sono enormi». E così, nell’estate 2017, i pazienti con patologie non gravi hanno dovuto trascorrere nella sala d’aspetto anche dieci o quindici ore.

«Il Pronto soccorso del Giovanni Paolo II di Olbia è dimensionato per una popolazione di circa 100.000 abitanti - continua l’Ats-Assl in un documento -. Ma il problema è che si arrivano gestire numeri di gran lunga superiori, soprattutto nel periodo estivo. E quest’anno, rispetto a un 2016 già da record, si è registrato un ulteriore incremento degli accessi».

I numeri. Dal 1° luglio al 20 agosto 2017, al pronto soccorso di Olbia sono transitati 8.123 pazienti, contro i 7.755 del 2016.Ovvero il 5% in più. La media giornaliera degli accessi a luglio è stata pari a 150 pazienti (140 nel 2016) e 173 ad agosto (163 nel 2016), con picchi di accesso di 215 pazienti nella giornata del 7 agosto, 219 il 16 agosto e 208 il 18 agosto. Degli 8.123 accessi, l’1% sono codici rossi, circa il 35% codici gialli, il 60% verdi e il 4% bianchi. Nella sola settimana di ferragosto (dal 14 al 20 agosto 2017) al pronto soccorso di Olbia sono arrivati 1.273 pazienti (erano 1.210 nel 2016), con una media di 180 accessi al giorno.

Super lavoro. «Numeri veramente importanti - continua la dirigenza aziendale - tanto che l’intera struttura ospedaliera è riuscita a gestirli solo attraverso l’abnegazione e la professionalità degli operatori, senza però poter evitare le lunghe attese per i codici di lieve entità (i bianchi e i verdi)».

Radiologia. «Considerevole anche l’attività del reparto di Radiologia che nei primi 23 giorni di agosto ha eseguito 6.012 prestazioni (tra queste 1.360 Tac, 330 Rm, 1.003 ecografie). «Un super lavoro - prosegue la direzione aziendale - che ha visto una media mensile di prestazione a radiologo pari a 540, contro le 512 dell’anno prima, e un aumento del 20% delle prestazioni urgenti eseguite in orario notturno che, si precisa, vengono sempre garantite: sono passate infatti dalle 791 del 2016 alle 960 del 2017 tra il 20 luglio e il 20 agosto».

Sostituzioni fallite. L’Ats-Assl ricorda però «di essersi attivata sin da subito per procedere alla sostituzione del personale assente dal servizio o al loro rinforzo. Ha utilizzato anche graduatorie di altre Assl (procedure avviate sin dal dicembre 2016), ma tutte sono andate deserte. E così, per far fronte all’arrivo dei turisti, i rinforzi al pronto soccorso sono arrivati trasferendo gli operatori da altri reparti».



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