luogosanto
Ripresi gli scavi nell’area del Palazzo di Baldu
Dopo un anno di pausa, archeologi e studenti dell’Università di Cagliari di nuovo al lavoro
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LUOGOSANTO. Dopo un anno di intervallo, dedicato allo studio e alla presentazione dei risultati della ricerca in importanti convegni scientifici internazionali, sono ripresi lo scorso lunedì i lavori nell’area archeologica del Palazzo di Baldu, sostenuti dal Comune di Luogosanto. Archeologi e studenti dell’Università di Cagliari, guidati dal professor Fabio Pinna, ritornano nel sito medievale, grazie al rinnovo della concessione ministeriale per scavi e ricerche al Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio dell’ateneo cagliaritano.
«La ricerca stratigrafica sta evidenziando un altro ambiente rettangolare di circa cinquanta metri quadri, che delimita il grande cortile interno del complesso edilizio - spiega l'archeologo Fabio Pinna -. La residenza signorile del Palazzo di Baldu, con gli edifici annessi, tra i quali la chiesa di Santo Stefano e gli impianti artigianali messi in luce negli anni scorsi, si è rivelata, proprio grazie alle ricerche archeologiche di questi anni, un centro di potere del Giudicato di Gallura, in contatto con le diverse aree del Mediterraneo orientale ed occidentale».
Il progetto si dimostra tra i più attivi in Italia sui “social”. La pagina facebook e il profilo Instagram “Luogosanto medievale.
Archeologia e comunità” sono seguiti attivamente da un migliaio di persone che possono conoscere in tempo reale i progressi della ricerca. Costante è, anche, l’affluenza sul campo di visitatori , curiosi e appassionati - circa quaranta al giorno - da tutta Europa, curiosi di essere aggiornati sull’andamento delle indagini direttamente dall’équipe di scavo. Grazie all’intensa collaborazione con il neonato Ufficio turistico del Comune di Luogosanto, il progetto attualmente incentrato sul sito del Palazzo di Baldu candida la cittadina gallurese a diventare - con il castello di Balaiana e la chiesa romanica di San Leonardo, l’eremo di San Trano, la basilica mariana - il capofila per una proposta territoriale di itinerari di riscoperta della storia medievale sarda.
Dalle attività in corso in Gallura emerge una nuova idea di archeologia che mostra attenzione all’identità e ai bisogni della comunità locale e che promuove attraverso una corretta integrazione delle risorse del territorio uno sviluppo culturale e economico sostenibile. (s.d.)
«La ricerca stratigrafica sta evidenziando un altro ambiente rettangolare di circa cinquanta metri quadri, che delimita il grande cortile interno del complesso edilizio - spiega l'archeologo Fabio Pinna -. La residenza signorile del Palazzo di Baldu, con gli edifici annessi, tra i quali la chiesa di Santo Stefano e gli impianti artigianali messi in luce negli anni scorsi, si è rivelata, proprio grazie alle ricerche archeologiche di questi anni, un centro di potere del Giudicato di Gallura, in contatto con le diverse aree del Mediterraneo orientale ed occidentale».
Il progetto si dimostra tra i più attivi in Italia sui “social”. La pagina facebook e il profilo Instagram “Luogosanto medievale.
Archeologia e comunità” sono seguiti attivamente da un migliaio di persone che possono conoscere in tempo reale i progressi della ricerca. Costante è, anche, l’affluenza sul campo di visitatori , curiosi e appassionati - circa quaranta al giorno - da tutta Europa, curiosi di essere aggiornati sull’andamento delle indagini direttamente dall’équipe di scavo. Grazie all’intensa collaborazione con il neonato Ufficio turistico del Comune di Luogosanto, il progetto attualmente incentrato sul sito del Palazzo di Baldu candida la cittadina gallurese a diventare - con il castello di Balaiana e la chiesa romanica di San Leonardo, l’eremo di San Trano, la basilica mariana - il capofila per una proposta territoriale di itinerari di riscoperta della storia medievale sarda.
Dalle attività in corso in Gallura emerge una nuova idea di archeologia che mostra attenzione all’identità e ai bisogni della comunità locale e che promuove attraverso una corretta integrazione delle risorse del territorio uno sviluppo culturale e economico sostenibile. (s.d.)
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