La Nuova Sardegna

Olbia

Nizzi, lettera al miracolato dell’alluvione

La lettera di Nizzi a Giacomo Usai
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La lettera di Nizzi a Giacomo Usai

Messaggio a sorpresa all’ex brigadiere dell’Arma che salvò una donna e i suoi due gatti: «Grazie per il suo gesto. Auguri»

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OLBIA. «Grazie per il gesto, per avere ricordato me e gli altri che si sono prodigati in aiuto di chi stava in difficoltà, di chi si è trovato improvvisamente con la vita in pericolo». Vorrebbe non rispondere Giacomo Usai, quando, raggiunto al telefono, gli si chiede che effetto gli ha fatto quella lettera del sindaco. «Desidero esprimere il ringraziamento più sentito da parte di quest’amministrazione comunale e il mio personale per il gesto da lei compiuto quando, durante i tragici eventi dell’alluvione 2013, è intervenuto con grande tempismo, coraggio e capacità per salvare la vita alla signora Piera Canu e ai suoi due gatti».

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La lettera di Settimo Nizzi è datata 26 luglio, ma chissà per quale scherzo dei sistemi di corrispondenza, l’ex brigadiere capo dei carabinieri, oggi 64 anni, da tempo pensionato, l’ha ricevuta solo ieri. «Forse – cerca lui una spiegazione – perché stavo all’ospedale e non riuscivano a trovarmi».

Il presìdio sanitario per Giacomo Usai, che abita in città, via Emilia, è la sua seconda casa. Costole rotte a causa dell’alluvione del 2013, altre spezzate poco dopo in conseguenza di una convalescenza che non finiva, poi la chemioterapia, ancora la dialisi. «Insomma, sto male, molto male, i dolori mi tolgono la serenità», dice oggi, cercando di coprire la sofferenza con una cascata di parole ma senza troppo riuscire nell’intento. Problemi ne aveva già prima dell’alluvione. Ma a causa di Cleopatra e dei danni che gli ha provocato, anche nelle operazioni di salvataggio, forse colpito al fianco da una bombola, ha dovuto sottoporsi ai controlli. «Non lo avevo mai fatto». Ci andò perché una sera, mentre guardava alla tv un film di Stanlio e Olio, un colpo di tosse si accorse che «qualcosa si rompeva». Altre costole malandate. Lì la scoperta di una grave insufficienza renale. «Sono un miracolato dell’alluvione. Senza quel 18 novembre 2013 non sarei mai andato all’ospedale e forse oggi non sarei qui». Una vita che si è allungata, da vivere insieme alla moglie Maria, sposata 40 anni fa. Ora la lettera inattesa di Nizzi. «Con questo gesto – gli ha scritto il sindaco formulandogli gli auguri – ha dato prova di senso di responsabilità concreta, non solo come ex brigadiere capo dell’Arma dei carabinieri, ma come cittadino e essere umano».

Una storia già raccontata alla “Nuova” il 27 aprile del 2014. Quel giorno Giacomo Usai salvò Piera Canu, la signora che viveva al piano terra del palazzo di via Emilia. Salvò lei e i suoi due gatti. «Forzai la porta del bagno. Piera urlava. Mia moglie mi incitava a salvarla. Portai le ceste con gli animali sulle scale. Il fiume trascinava via tutto. Nella casa ormai piena d’acqua sollevai Piera». La donna era salva. «I controlli medici che ha fatto in seguito all’alluvione le hanno dato l’opportunità di conoscere – gli ricorda Nizzi – e quindi curare la sua salute. Le auguriamo che tutto proceda per il meglio».


 

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