La Nuova Sardegna

Olbia

Radicali in tour a Nuchis per una giustizia diversa

di Angelo Mavuli
Radicali in tour a Nuchis per una giustizia diversa

Il partito raccoglie firme per la separazione delle carriere dei magistrati All’appello hanno aderito 103 carcerati, oltre la metà dei reclusi tempiesi 

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TEMPIO. E’ partita ieri mattina dal carcere di Nuchis, poco dopo le 11, 30, la tappa sarda della “Carovana per la Giustizia”. Una iniziativa ideata dal Partito Radicale, che ha trovato l’immediato appoggio delle Camere Penali, per incrementare ulteriormente le firme raccolte sinora a sostegno della proposta di legge per la separazione delle carriere giudiziarie di chi esercita l’accusa per conto dello Stato e di chi invece, sempre per conto dello Stato, deve giudicare.

«Uno stato di fatto inammissibile - è stato detto ieri mattina, davanti ma soprattutto dentro la casa di reclusione di Nuchis - dibattuto in Italia da troppo tempo, osteggiato ed ostacolato nel suo cammino da più parti. Uno stato di fatto di fronte alla cui valanga di firme che il Partito Radicale sta fortunatamente raccogliendo in tutte le regioni d’Italia, il Parlamento italiano non può fare finta di nulla».

La delegazione radicale, che giunge in Sardegna dopo le tappe in Calabria e Sicilia, è composta da Emiliano Altana Manca, Matteo Angioli, Antonio Cerrone, Flavio del Soldato, Franco Giacomelli, Emmanuele Somma, Irene Testa e Maurizio Turco. A Nuchis, prima tappa del lungo viaggio sardo che la porterà dopo Nuchis e Bancali, visitate ieri, ad Alghero, Oristano, Arbus, Cagliari, Isili, Lanusei e Nuoro, la delegazione radicale era accompagnata, fra altre figure tempiesi, dall’avvocato Domenico Putzolu, presidente della Camera Penale del tribunale di Tempio. «Trovo particolarmente utile questa iniziativa all’interno delle carceri voluta dal Partito Radicale che come Camera penale ringraziamo - ha dichiarato Domenico Putzolu -. La problematiche della separazione delle carriere dei magistrati, con questa iniziativa della raccolta delle firme in carcere, viene “esaminata” e richiesta da persone che sono direttamente interessate ad un problema, punto cruciale della vicenda giudiziaria di ciascuno detenuto».

Soddisfatto dell’incontro, protrattosi oltre il previsto sino alle 14,30 e che ha costretto la delegazione ad uscire dal Carcere per rifornirsi ulteriormente, dalla postazione mobile di Radio Radicale, di stampati per le firme, Matteo Angioli, dal quale arriva anche un «doveroso ringraziamento, oltre che ai detenuti (103 firmatari oltre la metà della popolazione carceraria nuchese), alla cortesissima direttrice della struttura e a tutto il personale che mettendosi tutti a nostra disposizione sono stati di grandissimo aiuto».

Nella sua lunga e faticosa tournée sarda, la delegazione radicale affronterà, con i detenuti e nei singoli Istituti di pena visitati, anche temi come il regime del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, definiti «trattamenti crudeli ed anacronistici».



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