La Nuova Sardegna

Olbia

Una giungla sul rio Siligheddu: è allarme

di Tiziana Simula
Una giungla sul rio Siligheddu: è allarme

Paura nel rione Maltana già danneggiato da due alluvioni, i cittadini segnalano lo stato di abbandono del corso d’acqua

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OLBIA. Il Rio Siligheddu fa paura anche ad agosto. Non per la sua portata d’acqua ma per il carico di vegetazione, sterpaglie e sporcizia che proliferano nel letto del fiume: distese di canne alte cinque, sei metri sbarrano in alcuni tratti il suo deflusso. Come a Maltana, uno dei quartieri periferici alluvionati. Qui, c’è grande preoccupazione. Il corso del fiume che attraversa via Siligheddu, via del Nuraghe e via Saturno, ora ridotto ai minimi termini per via della siccità, è sommerso da una giungla di canne. Nei prossimi giorni, il caldo afoso dovrebbe diminuire, sono annunciate piogge. Cosa che mette in agitazione gli abitanti di Maltana, così come gli altri rioni periferici della città colpiti dai due alluvioni.

Cittadini in allarme. «Speriamo che il Comune intervenga presto, qui siamo tutti preoccupati – spiega Carla Righeschi, alluvionata due volte, nel 2013 e nel 2015, come i suoi vicini di casa e di via – Se dovesse piovere tanto ci troveremmo di nuovo nell’emergenza: il terreno è arido, non ce la fa ad assorbire l’acqua. Ho visto delle persone che facevano un sopralluogo qui, nei giorni scorsi, ci auguriamo che sia per la pulizia.

Via Siligheddu. Il piccolo tour tra le vie di Maltana comincia proprio da via Siligheddu. A destra e a sinistra del ponticello che attraversa la strada, la visione è sempre la stessa: canne e vegetazione proliferano nel letto del fiume. Su un lato, ad un certo punto, l’argine si interrompe, venuto giù col primo alluvione e mai ricostruito. Da lì in poi, è un ammasso intricato di canne. «C’erano sempre le papere, ora non riescono più ad arrivare fin qui», fanno notare da via Siligheddu.

Gli abitanti ricordano che in passato sì, le canne erano state tagliate. Gli operai erano intervenuti poco prima del secondo l’alluvione. «Ma anziché portarle via – dicono – erano state lasciate ai lati del fiume. Quando c’è stato il secondo alluvione, sono state trascinate dalla furia dell’acqua verso il ponte-tappo sul Rio Siligheddu, in via Vittorio Veneto, quello che poi è stato abbattuto e recentemente ricostruito e inaugurato.

Via Sirio. Via Siligheddu è parallela a via Sirio, strada praticamente senza protezione dopo che l’alluvione ha distrutto l’ultimo tratto di argine. Qui, gli abitanti hanno tirato su muri di recinzione alti a barriera delle loro abitazioni. «Avevamo chiesto al Comune che venissero ricostruiti gli argini, ma ci hanno risposto che non si poteva. Ci avevano assicurato però la sistemazione di massi lungo la strada come protezione. Non sono mai stati messi», lametano ancora da via Siligheddu.

Via del Nuraghe. La situazione non migliora spostandosi nella via poco più avanti, in via del Nuraghe. Il piccolo pontincello che sovrasta il corso d’acqua a malappena si vede dalla stradina sterrata tanto è folta la vegetazione che spunta dal letto del fiume. Da un lato e dall’altro canne verdi e altissime quasi si congiungono.

Via Saturno. Qui, il Rio Siligheddu non ha più argini e il corso d’acqua scompare alla vista, sommerso da una fitta distesa di canne, sterpaglie, rovi. A Maltana i cittadini aspettano l’intervento del Comune.

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