Desole e Russu: impugneremo la sentenza
Il no del Tar al ricorso sulle quote rosa nella giunta Nizzi. Le consigliere comunali: decisione singolare
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OLBIA. «Andremo avanti nella nostra battaglia e impugneremo la sentenza». Così Patrizia Desole e Ivana Russu, consigliere comunali della Coalizione civica e democratica dopo la dichiarazione di inammissibilità da parte del Tar del ricorso contro la composizione della giunta comunale di Olbia che violerebbe il rispetto della quota rosa. «Fermo il doveroso rispetto nei confronti della decisione del Tar – dicono le due consigliere d’opposizione che avevano proposto il ricorso – non possiamo che dirci stupite dalle motivazioni date alla sentenza che ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il Tribunale, infatti, non ha neppure affrontato il merito della questione, ossia se nel comune di Olbia sia tutelata la parità di genere imposta dalla legge, ma si è limitato ad affermare un principio singolare e isolato nel panorama della giurisprudenza nazionale: non solo le associazioni che non siano prettamente ed espressamente politiche, ma neppure le consigliere comunali né le semplici cittadine sono, ad avviso del Tar Sardegna, legittimate a mettere in discussione la formazione della giunta».
«L’associazione – precisa Prospettiva Donna che pure aveva sostenuto il ricorso – ha sempre agito per la tutela della donna in ogni sua manifestazione sociale, lavorativa e politica, in particolare contro ogni forma di violenza contro le donne come ben esplicitato nello statuto. L’azione di Prospettiva Donna si è, da sempre, caratterizzata per l’incisività pragmatica nell’approntare e sostenere le donne nel percorso di affrancamento dalle situazioni di violenza e, ancor più, nel promuovere, a tutti i livelli, istituzionali e non, in ambito educativo, lavorativo e sociale e ancorché politico, i diritti e la piena parità dei sessi. La tutela della parità di genere e di miglioramento delle condizioni di vita della donna passa anche attraverso l’azione politica e istituzionale che, da anni, e incessantemente, l’associazione esercita. Come precisa la Convenzione di Instanbul, il raggiungimento dell’uguaglianza di genere è un elemento chiave per prevenire la violenza contro le donne. Riteniamo che il non rispetto della parità di genere nella composizione della giunta del comune di Olbia, abbia un riflesso molto più ampio di quello locale e riguarda tutte le donne sarde che, in questa difficile congiuntura di deficit rappresentanza e democrazia nelle istituzioni, lottano unite per una grande battaglia di civiltà come quella per l’inserimento della doppia preferenza di genere, persuase che, per prevenire la violenza sulle donne e dare piena attuazione ai loro diritti, è necessario rimuovere tutti gli ostacoli di disparità, ad iniziare dalla vita istituzionale».
«L’associazione – precisa Prospettiva Donna che pure aveva sostenuto il ricorso – ha sempre agito per la tutela della donna in ogni sua manifestazione sociale, lavorativa e politica, in particolare contro ogni forma di violenza contro le donne come ben esplicitato nello statuto. L’azione di Prospettiva Donna si è, da sempre, caratterizzata per l’incisività pragmatica nell’approntare e sostenere le donne nel percorso di affrancamento dalle situazioni di violenza e, ancor più, nel promuovere, a tutti i livelli, istituzionali e non, in ambito educativo, lavorativo e sociale e ancorché politico, i diritti e la piena parità dei sessi. La tutela della parità di genere e di miglioramento delle condizioni di vita della donna passa anche attraverso l’azione politica e istituzionale che, da anni, e incessantemente, l’associazione esercita. Come precisa la Convenzione di Instanbul, il raggiungimento dell’uguaglianza di genere è un elemento chiave per prevenire la violenza contro le donne. Riteniamo che il non rispetto della parità di genere nella composizione della giunta del comune di Olbia, abbia un riflesso molto più ampio di quello locale e riguarda tutte le donne sarde che, in questa difficile congiuntura di deficit rappresentanza e democrazia nelle istituzioni, lottano unite per una grande battaglia di civiltà come quella per l’inserimento della doppia preferenza di genere, persuase che, per prevenire la violenza sulle donne e dare piena attuazione ai loro diritti, è necessario rimuovere tutti gli ostacoli di disparità, ad iniziare dalla vita istituzionale».
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