la CURIOSITà
Lo spazio Faber tra stranezze e sorprese
TEMPIO. Il nome suona come una piacevole provocazione. In un posto chiamato “Spazio Faber” è infatti possibile che accadano cose a dir poco insolite. Cose che possono succedere solo in uno spazio...
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TEMPIO. Il nome suona come una piacevole provocazione. In un posto chiamato “Spazio Faber” è infatti possibile che accadano cose a dir poco insolite. Cose che possono succedere solo in uno spazio consacrato all’arte e alla creatività. Crocevia di visitatori e turisti che in questi giorni d’estate stanno passando per Tempio, lo Spazio Faber sta diventando una delle attrattive della città. Era immaginabile, visto il potere evocativo del nome di De André. Ma che cosa fa chi si reca presso la struttura della ex piazza Mercato diventata oggi piazza Faber? Ai quattro operatori che si occupano dello Spazio sarà capitato di sentirne di tutti i colori e di aver dovuto dare risposta alle domande più incredibili. In un’assolata giornata d’agosto (e qui il tempo può avere avuto la sua importanza), un turista si sarebbe, ad esempio, recato nella struttura per chiedere notizie di De André.
Sin qui niente di così bizzarro, se non fosse che il turista in questione avrebbe voluto fare una foto con De André, confidando nella sua disponibilità e, cosa più singolare, credendolo ancora in vita. Chi frequenta Spazio Faber capisce facilmente che il posto ha una sua precisa destinazione d’uso, volendo essere una cassa di risonanza e un luogo d’incontro per quanti fanno e amano l’arte. Si spiega così il gradimento della rassegna di mostre che da qualche mese sta offrendo a molti artisti la possibilità di esporre le loro opere. La ricetta della casa, in puro stile deandreiano, vuole poi che ad ogni mostra sia abbinato anche uno specifico evento musicale. Non era in programma sfortunatamente la piccola, ma straordinaria performance che Siegfried Eberlein, mestro di canto armonico, ha regalato lo scorso 8 giugno a chi si trovava, per puro caso e per sua fortuna, all’interno della struttura. (g.pu.)
Sin qui niente di così bizzarro, se non fosse che il turista in questione avrebbe voluto fare una foto con De André, confidando nella sua disponibilità e, cosa più singolare, credendolo ancora in vita. Chi frequenta Spazio Faber capisce facilmente che il posto ha una sua precisa destinazione d’uso, volendo essere una cassa di risonanza e un luogo d’incontro per quanti fanno e amano l’arte. Si spiega così il gradimento della rassegna di mostre che da qualche mese sta offrendo a molti artisti la possibilità di esporre le loro opere. La ricetta della casa, in puro stile deandreiano, vuole poi che ad ogni mostra sia abbinato anche uno specifico evento musicale. Non era in programma sfortunatamente la piccola, ma straordinaria performance che Siegfried Eberlein, mestro di canto armonico, ha regalato lo scorso 8 giugno a chi si trovava, per puro caso e per sua fortuna, all’interno della struttura. (g.pu.)
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