La Nuova Sardegna

Olbia

I difensori: la Assl riassuma l’impiegato

di Angelo Mavuli
I difensori: la Assl riassuma l’impiegato

Gli avvocati del dipendente accusato di rubare benzina all’azienda: «Anche per il gip non ci sono indizi di colpevolezza»

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TEMPIO. Un'ordinanza del gip del tribunale di Tempio sulla vicenda dell’impiegato infedele dell’Asl n. 2, ha spinto gli avvocati difensori a impugnare il licenziamento.

Il 47 enne dipendente del “Paolo Dettori “, indicato dall’Ats di Olbia con il numero di matricola 120 era stato licenziato dall’azienda , senza preavviso, il 23 agosto scorso. Era stato infatti denunciato lo scorso aprile dalla polizia per peculato e falso materiale. Ma probabilmente potrebbe essere riassunto. A dirlo, attraverso una nota stampa, sono stati gli avvocati Marco Petitta e Piera Fresi che tutelano il dipendente. «I sottoscritti avvocati Marco Petitta e Piera Fresi, difensori del dipendente dell’Assl n. 2 di Olbia, oggetto di licenziamento da parte dell’Azienda per presunto peculato, intendono precisare quanto segue:s sebbene sia stato comminato da parte dell’Assl un provvedimento di licenziamento nei confronti del nostro assistito, occorre evidenziare che il gip che si occupa della vicenda su richiesta della Procura della Repubblica, già antecedentemente al recente provvedimento di licenziamento, il 18 luglio scorso, con propria ordinanza aveva anticipato in maniera evidente l’insussistenza dell’ipotesi di reato contestata, ovvero il reiterato furto di benzina. Su questo punto infatti, scrivono i due legali, il giudice afferma che sono “necessari elementi probatori idonei a fondare una qualificata probabilità sulla responsabilità dell’indagato, difettanti nel caso sub iudice». La stessa ordinanza, fanno risaltare gli avvocati Petitta e Fresi, precisa che anche per il giudice, in sostanza, «i gravi indizi di colpevolezza non possono essere desunti da un mero calcolo matematico in cui intervengono variabili imponderabili, aggiungendo altresì che nel caso specifico il dipendente Assl ha fornito spiegazioni plausibili circa l’entità dei consumi. Se è vero come è vero - scrivono i due legali - che il gip è giunto a tali considerazioni dopo aver vagliato tutti gli elementi di indagine raccolti, non ci si può esimere dall’affermare che, sulla scorta anche di tali elementi, il licenziamento comminato è, a nostro modo di vedere, palesemente illegittimo, e in una posizione decisamente contraria anche all’ordinanza del gip». Marco Petitta e Piera Fresi, concludono il loro comunicato preannunciando quindi l’impugnazione del provvedimento di licenziamento. La vicenda che aveva suscitato in città grande clamore risale al 5 aprile scorso, quando la Questura di Sassari rendeva nota l’operazione degli uomini del commissariato di Tempio che aveva portato all’incriminazione del soggetto, persona molto nota in città, così come la sua rispettata famiglia. Il dipendente era stato quindi denunciato per peculato e falso materiale. Stando agli atti che avevano portato alla sua incriminazione, “l’uomo, reiteratamente si sarebbe recato presso un distributore di carburante per rifornire l’autovettura di servizio di proprietà dell’Asl. Successivamente si sarebbe appartato per effettuare le operazioni di travaso, tramite un apposito strumento in una tanica. Al termine di pedinamenti e controlli”, sempre stando al comunicato della Questura, era scattata le denuncia e tutti gli atti conseguenti che i legali ora contestano.

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