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Corruzione in Costa Smeralda la difesa: tutte accuse infondate

Corruzione in Costa Smeralda la difesa: tutte accuse infondate

Porto Cervo, gli avvocati all’attacco dopo la conclusione dell’inchiesta della Procura di Tempio Antonella Cuccureddu: «Un’indagine lunga e costosa che ha prodotto soltanto effetti mediatici»

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PORTO CERVO. La chiusura dell’inchiesta sul governo della Costa Smeralda riapre il fronte delle polemiche tra gli avvocati difensori e la Procura di Tempio. Le richieste di rinvio a giudizio sono 10 e riguardano manager, dirigenti comunali e professionisti. Le accuse: corruzione e associazione per delinquere in relazione all’ampliamento degli hotel di Porto Cervo. Il primo nome è quello del senatore Pdl Franco Carraro, presidente della Sardegna Resorts. Gli altri indagati sono i funzionari comunali di Arzachena, Antonello Matiz e Libero Meloni; l'impresario Angelo Antonio Filigheddu; Antonio Tramontin, della Commissione regionale per il paesaggio; l'ex comandante della polizia locale di Arzachena, Giovanni Mannoni, i manager di Sardegna Resorts, Mariano Pasqualone e Aleksandra Dubrova, i consulenti Tonino Fadda e Stefano Morri.

La prima obiezione è quella dell’avvocato Antonella Cuccureddu, difensore di Mariano Pasqualone. «La richiesta di rinvio a giudizio arriva dopo circa un anno dalla notifica degli avvisi di conclusione delle indagini, e non un mese come dovrebbe essere – sottolinea l’avvocato – nel frattempo Cassazione ha dichiarato inammissibile anche l'ultimo ricorso alla stessa Corte del procuratore Fiordalisi sui provvedimenti dei tribunali del riesame, che hanno annullato i sequestri sugli hotel, ritenendo le opere realizzate del tutto regolari». «Le singolari accuse di corruzione che si sarebbero compiute per costruire opere illecite, pertanto non solo sono totalmente infondate, ma ancor prima illogiche – aggiunge l’avvocato – Se ciò non bastasse, negli atti di indagine c’è la prova della loro insussistenza e dell'innocenza degli imputati. Un'indagine lunga più del doppio dei tempi previsti dalla legge e molto costosa, con effetti solo mediatici, infatti è stata disattesa dai giudici fin dalle sue fondamenta, che ha procurato danni gravissimi con i sequestri illegittimi e danni ancor più gravi alle persone che da quattro anni sono sottoposte a decine di perquisizioni e decine di migliaia di ore di intercettazioni telefoniche, anche ai bambini figli di indagati e non, che testimoniano solo l'onestà di chi le ha subite». «Siamo certi che nel processo la Procura rileggerà gli atti con la necessaria obiettività».

A sostenere l’accusa da questo momento in poi ci sarà un altro procuratore, visto che Domenico Fiordalisi ha lasciato Tempio per assumere un nuovo incarico in Cassazione, a Roma. Tutte le indagini, invece, sono state condotte dal Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Sassari al comando del colonnello Marco Sebastiani. (m.b.)

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