Famiglia di Arzachena in fuga dall’uragano
Il racconto di Mauro Filippeddu, da dieci mesi a Miami. «Ci siamo rifugiati in Alabama, stiamo bene»
ARZACHENA. La paura dista ora 1100 chilometri. Tanta è la strada che hanno percorso da Miami in 18 ore Mauro Filippeddu, 39 anni di Arzachena, con la moglie Antonella e Federico, il loro bimbo di 8 anni, per sfuggire alla furia di Irma e rifugiarsi lontano, in Alabama. Resta il timore per quello che hanno lasciato e che rischiano di non ritrovare.
«Siamo in salvo – dice Mauro -, questo è quello che conta. Se sarà necessario ci rimboccheremo le maniche e ricominceremo daccapo». La famiglia di Arzachena si è trasferita a Miami 10 mesi fa. Una scelta di vita per la coppia che ha deciso di trascorrere qualche anno negli Stati Uniti: ha aperto una gelateria-caffetteria italiana, che è diventata un punto di riferimento per i connazionali della zona. «Siamo arrivati a Mobile, nel sud ovest dell'Alabama – racconta Mauro -. È stato un viaggio estenuante, abbiamo percorso 650 miglia in 18 ore. Ci siamo fermati solo per fare benzina. Qui dovremmo essere al sicuro dall'uragano. Nonostante si stiano muovendo milioni di persone in questi giorni il traffico è scorrevole e ordinato. C'è un forte senso di collaborazione e solidarietà: nei supermercati non si trovano più né acqua né cibo in scatola, ma chi ha scorte abbondanti non esita a offrirle agli altri».
La coppia è molto conosciuta ad Arzachena, prima di emigrare Mauro gestiva con un socio un'azienda nel settore informatico. «Ci siamo trasferiti in Florida per fare un’esperienza all’estero di qualche anno – spiega -. Ci siamo integrati bene. Per quanto possibile abbiamo messo in sicurezza la casa e la gelateria-caffetteria. Abbiamo lasciato Miami giovedì – racconta -, anche noi in coda nell'esodo di massa, diretti in Alabama. L'evacuazione è obbligatoria in alcune aree e consigliata in altre. Abbiamo preferito non rischiare» Mauro cela bene la paura, tuttavia il clima di incertezze e terrore che si respira in queste ore aumenta anche le sue preoccupazioni. «Se l'uragano continuasse a virare da ovest ci spingeremo fino a New Orleans. Questo vuol dire altre due ore di macchina. La compagnia elettrica ha dovuto spegnere due centrali nucleari: se la luce dovesse mancare per settimane potremmo decidere di rientrare in Italia».
Le strutture ricettive a Mobile sono tutte al completo, è difficile pernottare per più notti in un unico albergo. «Abbiamo già prenotato in un altro hotel – spiega -. Poi si vedrà. Non sappiamo che direzione prenderà l'uragano. Siamo fiduciosi. Ringraziamo tutti quelli che ci hanno contattato per avere informazioni». (w.b.)
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