I cittadini di Baratta: «Rione abbandonato Temiamo la pioggia»
I cittadini della zona colpita da Cleopatra lanciano l’allarme Chiedono al Comune gli interventi annunciati, ma mai fatti
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OLBIA. La voce è quella di chi ha visto la propria casa sprofondare nel fango e nell’acqua durante l’alluvione del 2013 e che, due anni dopo, per la seconda volta, si è ritrovato a dover rivivere l’incubo. Gli abitanti del quartiere Baratta, rappresentati da un gruppo spontaneo (da tempo non c’è più il comitato di quartiere) non riescono a stare in silenzio. La breve ma intensa pioggia dei giorni scorsi ha fatto nuovamente esplodere i tombini e anche se le strade non si sono allagate, i disagi si sono vissuti dentro le abitazioni, tutte invase da un tremendo odore di liquami. «Inutile commentare ancora la drammatica situazione – dicono dal comitato spontaneo – perché questo, nella migliore delle ipotesi, è ciò che accade ogni volta che piove. L’impianto fognario è sottodimensionato e le acque bianche e nere si mischiano tra loro». Mentre parlano, gli abitanti del rione non possono non pensare al maltempo dell’imminente stagione fredda. «Il nostro è un quartiere insicuro e non sono stati fatti nemmeno i lavori che erano stati promessi, quelli che ci consentirebbero di vivere nella tranquillità. Siamo andati in Comune tante volte, ma nulla è servito. Parole e niente più. Molti di noi, dopo il ciclone Cleopatra, con le abitazioni completamente distrutte, sono dovuti ripartire da zero, indebitandosi e vivendo tra difficoltà enormi. E poi ancora terrore e ancora danni il 1° ottobre 2015. Ma adesso diciamo basta. Perché siamo stanchi ed esasperati». Il comitato spontaneo di Baratta parla di un rione abbandonato e dimenticato, in cui non sono stati fatti nemmeno gli interventi (per i quali ci sono anche i soldi) annunciati da due anni. «Il 1° aprile 2016 - ricordano gli abitanti - il Comune presentò una mappatura del quartiere mettendo in evidenza la situazione delle condotte fognarie e delle acque bianche. Il quadro? Le condotte si intersecano tra loro, alcune tubature sono rotte ed è inevitabile la commistione tra i due sistemi. Il 19 maggio dello scorso anno, il Comune inviò allora una lettera a tutti gli ingegneri idraulici per progettare “Lavori di somma urgenza per il ripristino/adeguamento delle reti di smaltimento acque bianche/nere nell’area denominata Baratta”. Il mese dopo, venne affidato l’incarico a un tecnico e il 3 agosto successivo terminarono i sopralluoghi. Nella relazione finale si attestò l’insufficienza della portata delle condotte. Poi (e siamo arrivati al 5 dicembre del 2016), il Comune presentò il progetto per il rifacimento delle condotte. Questo è tutto. Ma noi, oggi, stiamo ancora aspettando che qualcosa accada». (s.p.)
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