La Nuova Sardegna

Olbia

La scuola è fatiscente la lezione si fa all’aperto

di Walkiria Baldinelli
La scuola è fatiscente la lezione si fa all’aperto

Santa Teresa, singolare protesta all’Istituto per i servizi commerciali e turistici I docenti: ogni giorno un’ora davanti alle transenne finché non si faranno i lavori

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SANTA TERESA. È suonata con tre giorni di anticipo e tra non poche polemiche la campanella all’Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici (Ipsct). Protestano i docenti della sezione staccata dell’Alberghiero "Costa Smeralda" di Arzachena: da quasi un anno la scuola è delimitata da transenne a causa di buche nel pavimento e crolli di intonaco dai cornicioni. Finché la Provincia, proprietaria dell’edificio, non effettuerà i lavori di messa in sicurezza e di manutenzione, le lezioni per un’ora al giorno si svolgeranno all’aperto, proprio davanti alle transenne divenute il simbolo della protesta. «Lavoriamo in condizioni inadeguate – afferma il docente Daniele Castiglia –, vogliamo che il diritto allo studio sia garantito in ambienti sicuri e decorosi. Il nostro istituto – spiega –, non solo non ha porte antipanico e infissi con vetri infrangibili come previsto dalle normative, ma gli intonaci si sbriciolano, e anche all’esterno versa in uno stato di completo abbandono. Le mura sono sporche e cadenti, le transenne sono fisse da un anno davanti al portone d’ingresso. E pensare che la scuola si trova in una delle vie più belle del paese, con un panorama mozzafiato, affacciata sulla torre spagnola, monumento simbolo di Santa Teresa».

Castiglia sottolinea che le condizioni di disagio sono state segnalate a più riprese alla Provincia. «Un paio di volte geometri e ingegneri dell’ente hanno effettuato sopralluoghi nell’edificio – spiega –, hanno persino appeso alle pareti strumenti per verificare la stabilità della struttura, ma poi non si è visto più nessuno».

Aggiunge che insegnanti, collaboratori e soprattutto studenti, con il loro carico di speranze, sogni, progetti e aspettative continuano a lavorare, anche in condizioni precarie. «Ci siamo – dice -, e ci faremo sentire per continuare a costruire una scuola migliore, che educhi, formi cittadini preparati e orgogliosi di loro stessi e della loro terra». Il docente annuncia che «fino a quando non inizieranno i lavori di ristrutturazione della facciata e non verranno sostituiti gli infissi e il portone di ingresso, interventi per i quali sono già stati stanziati i fondi, svolgeranno un’ora di lezione al giorno fuori dall’edificio, liberi dalle transenne».

Polemiche anche da parte dei 12 studenti del corso serale di età diverse, gran parte lavoratori. «Diritto allo studio negato – dice Dario Giagoni, studente –, esistono dei parametri per cui un corso non può essere avviato senza un minimo di 17 iscritti, ma è altrettanto vero che esistono le deroghe. Spostarsi in una regione come la Sardegna è oneroso. La buona scuola non si fa a parole, servono i fatti – conclude – Vigileremo sulla sicurezza degli studenti e chiediamo già da ora che i lavori di ristrutturazione e manutenzione dell'istituto vengano realizzati quanto prima».

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